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Attualità

Storie di ordinario spionaggio

L’Ammiraglio De Giorgi sull’arresto del capitano di fregata Walter Biot che passava informazioni ad agente russo

Paolo Castiglia

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“Il caso del capitano di fregata Walter Biot, nonostante il grande clamore mediatico, non dovrebbe fare scalpore più di tanto. Si tratta di una storia di ordinario spionaggio, interrotta dall’intervento del controspionaggio italiano quando l’Autorità preposta lo ha ritenuto necessario”. Sono parole dell’ammiraglio Giuseppe De Giorgi, esperto di politica internazionale, già Capo di Stato Maggiore della Marina e attualmente titolare di una Cattedra di International Security alla Webster University di Ginevra, che in una nota commenta il recente, delicatissimo, fatto di cronaca diplomatica.

“Semmai – prosegue il nostro esperto – potrebbe essere l’occasione per un riesame dell’organizzazione deputata al rilascio del nulla osta di sicurezza”
Secondo De Giorgi “l’arresto in flagranza di reato del capitano di fregata Walter Biot mentre passava a un agente russo informazioni ‘classificate’ in cambio di danaro, riporta all’attenzione dell’opinione pubblica con grande e ritengo intenzionale clamore un caso di spionaggio a favore di una potenza straniera. Non conosco l’estensione delle compromissioni causate in termini di violazione del segreto in particolare per quanto riguarda la sensibilità delle informazioni cedute ai russi”. “Talvolta – approfondisce l’Ammiraglio in riferimento alle motivazioni di Biot – alla spinta a tradire contribuisce la rabbia per mancati riconoscimenti, per essere stato scavalcato in carriera etc.., ma ballare con le spie è come essere abbracciati da un pitone, ad ogni respiro la morsa si stringe un poco di più, fino alla fine. L’epilogo di queste vicende è quasi sempre disastroso”.


Poi tira le somme: “Viste le cifre in gioco – afferma appunto De Giorgi – non credo che il danno tecnico sia grave, mentre lo è in termini di immagine per l’Italia e per la Difesa, anche se è bene ricordare che il problema dell’infedeltà da parte di personale militare si è registrato nella maggioranza delle nazioni, sia del blocco occidentale sia di quello orientale tanto per utilizzare terminologie della guerra fredda”.

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Attualità

A Roma una nuova ordinanza anti-alcool

La nuova ordinanza del 2 luglio 2021 promette di ridurre il rischio di movida, ma in realtà penalizza le enoteche e le piccole imprese sul territorio.

Marco Matteoli

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Credits della foto: Enoteca Buono Farnesina-La bottega del gusto, Roma

E’ passata pressoché sottotraccia la nuova ordinanza sindacale di Roma del 2 luglio 2021 n.115, che ha disposto il  divieto di vendita al dettaglio di bevande alcoliche e superalcoliche su tutto il territorio comunale, dalle ore 18.00 alle ore 7.00 del giorno successivo. Tale divieto sembra comprendere gli esercizi di vicinato e i distributori automatici.

In questa ordinanza è stato disposto anche il divieto di consumo sull’intero territorio comunale di alcolici e superalcolici in contenitori di vetro dalle ore 18.00 alle ore 7.00 del giorno successivo, nelle strade pubbliche o aperte al pubblico.
L’obiettivo di tale ordinanza è quella di ridurre, o comunque disincentivare, aggregazioni e assembramenti nelle strade pubbliche o aperte al pubblico, e poiché il rischio di assembramenti pare possa aumentare in alcuni orari della giornata, il sindaco di Roma, Virginia Raggi, ha deciso di modificare la precedente ordinanza firmata il 01 giugno 2021, che stabiliva il limite alle ore 20.00 per anticiparlo alle ore 18.00; decisione presa anche sulla base di alcuni episodi di disturbo della quiete pubblica e resistenza nei confronti della polizia locale avvenute nei giorni scorsi.

Rispetto al precedente divieto, che escludeva le enoteche e gli esercizi commerciali con codice ATECO 47.25, questa ordinanza comprende tutti gli esercizi di vicinato,  ovvero di commercio al dettaglio su aree private la cui superficie di vendita non superi i 150 mq, nei comuni con popolazione residente inferiore ai 10.000 abitanti, e i 250 mq, nei comuni con popolazione residente superiore ai 10.000 abitanti.
Come denunciato da molti esercenti  di piccole attività enogastronomiche,  questa ordinanza non frena la vendita dei prodotti alcolici, ma la limita alle strutture di grandi dimensioni, quindi ai centri commerciali, escludendo le piccole realtà sul territorio,  già  penalizzate da oltre un anno di stallo.

Insomma l’ennesimo tentativo di arginare il fenomeno della movida estiva e del rischio diffusione del contagio, che con tutta probabilità servirà solo ad affossare ulteriormente il commercio al dettaglio delle piccole realtà enogastronomiche sul territorio.

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Attualità

Vaccinazioni in ritardo? Consentite alla farmacie di vaccinare tutti

Somministrazioni in farmacia a rischio flop :Federfarma pronta a promuovere un urgente confronto politico in Regione Toscana

Paolo Castiglia

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“Vaccinazioni in ritardo? Consentite alla farmacie di vaccinare tutti: allo stato attuale non viene valorizzata la potenzialità territoriale della farmacia a causa dell’impostazione data alla relativa campagna vaccinale da parte della Regione Toscana”. Chiede quindi un rapido cambio di passo, Roberto Giotti, presidente di Federfarma Arezzo, che denuncia il sostanziale mancato decollo delle vaccinazioni in farmacia a causa delle condizioni dettate del governo regionale e della mancanza regionale di dosi vaccinali di vaccino Pfizer, Moderna da distribuire anche alle Farmacie, in quanto dirottati interamente nelle Hub vaccinali.

L’Associazione che rappresenta le circa cento farmacie private capillarmente presenti sul territorio della nostra Provincia sollecita un confronto urgente con le Istituzioni Regionali: non solo un tavolo tecnico, ma anche un indispensabile incontro e confronto politico nel quale fare il punto della situazione regionale e far valere le proprie ragioni sulla questione vaccini.

“E’ opportuno e utile, direi indispensabile – spiega infatti Giotti – fare un’analisi della situazione vaccinale in farmacia visto che è innegabile la falsa partenza su vaccini a causa delle pochissime richieste e del sostanziale fermo delle prenotazioni: di fatto i farmacisti a volte non riescono nemmeno a completare le sedute vaccinali sul territorio e proprio per questa situazione, sono pochissime le farmacie che stanno effettuando vaccini, e in quantità davvero minime. In tal modo si vanifica anche in parte la determinazione e l’impegno professionale e finanziario del 55% di quelle Farmacie che hanno già aderito all’importante servizio di vaccinazione”.

I motivi di questo stallo al quale le farmacie non vogliono certamente sottostare sono molteplici. Il primo, il più evidente, è che il tipo di vaccino messo a disposizione delle farmacie è unicamente il Jansen di Johnson e Johnson, in una dose unica ma che può essere somministrata, secondo le indicazioni regionali, solo ad un range di età dei vaccinandi che è compreso nella fascia di età tra i 60 e i 79 anni, quindi molto ristretto visto che rappresenta appena il residuo 20% degli over 60, i pochi che non si sono ancora vaccinati e che è difficile poter reclutare da parte delle Farmacie.
“Il problema è che parliamo di una fascia di età che ha già potuto per la gran parte effettuare il vaccino nelle Hubo dal Medico curante, per cui i pochi rimasti non vaccinati spesso non hanno intenzione di vaccinarsi. Il Comitato Scientifico della Regione Toscana ha deciso di utilizzare vaccini Janseen solo per gli over 60.

“Vaccinazione che è l’unica risposta possibile al diffondersi della pandemia in assenza di restrizioni sociali– conclude – e su questo Federfarma Arezzo intende promuovere il prima possibile un importante incontro e confronto istituzionale e politico per avere risposte rapide e decisive per l’intero settore e anche per l’intera cittadinanza che aspetta di potersi vaccinare in serenità” e senza particolari limitazioni dovute all’età.

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Attualità

Comunicazione istituzionale della Chiesa

Un corso introduttivo, online e completamente gratuito, promosso dalla Facoltà di Comunicazione dell’Università della Santa Croce

Mario Russo

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Rivolto in particolare ai “comunicatori della Chiesa” o aspiranti tali, ma utile a chiunque operi o si avvicina al mondo della comunicazione il corso sulla Comunicazione istituzionale della Chiesa: gestione, relazioni e strategia digitale sarà attivo a partire dal 13 settembre.

Promosso dalla Facoltà di Comunicazione Istituzionale della Pontificia Università della Santa Croce il corso sarà online e completamente gratuito.

L’attività – come sottolineano gli organizzatori – si inserisce nell’ambito delle attività organizzate per il 25º anniversario (1996-2021) della stessa Facoltà  e nasce con lo scopo di offrire le conoscenze di base sulla Comunicazione istituzionale della Chiesa, dalle competenze del Direttore di comunicazione alle strategie del dipartimento, dalla gestione manageriale all’interazione con i pubblici esterni e i giornalisti, con un focus sulla presenza degli organismi ecclesiali nelle reti sociali.

Tra i principali destinatari c’è sicuramente chiunque voglia approfondire i vari aspetti della comunicazione della Chiesa: volontari nelle parrocchie od organizzazioni non profit, collaboratori di diocesi o altre istituzioni ecclesiali, rettori di Seminari e Superiori con compiti manageriali, alumni della Facoltà come attività formativa permanente, operatori pastorali della comunicazione e potenziali studenti interessati agli studi in Comunicazione istituzionale. Ma ciò non toglie che la proposta possa essere utile a chiunque opera o si avvina al mondo della comunicazione istituzionale.

“Riteniamo che soprattutto nel tempo dell’interconnessione e della diffusione capillare della comunicazione sia molto utile andare incontro alle tante esigenze di professionalità sparse sul territorio, soprattutto per aiutare a raccontare meglio la Chiesa, che da oltre 2000 anni ha la sua ragion d’essere proprio nella comunicazione – ha commentato il Decano della Facoltà, Daniel Arasa  che sottolinea– Questa iniziativa, che nasce nell’ambito del nostro 25º anniversario, vuole anche essere un modo per condividere l’esperienza formativa che abbiamo acquisito in tutti questi anni e metterla ancora una volta al servizio della Chiesa”.

Il corso – disponibile inInglese, Italiano e Spagnolo – è articolato in 4 moduli, affidati a docenti specialisti del settore che verranno attivati settimanalmente (13, 20, 27 settembre e 4 ottobre). Ognuno dei moduli prevede anche la partecipazione a un Forum interattivo con il docente. Le attività potranno essere seguite in qualunque momento della giornata e richiederanno un impegno approssimativo di 2-3 ore a settimana.

Per iscriversi, gratuitamente, è necessario aprire un account sulla piattaforma didattica Discere-On demand, una di quelle in uso nell’Università, dalla quale si può poi accedere al corso nella lingua preferita (Inglese, Italiano e Spagnolo): https://discere-ondemand.pusc.it/

Informazioni utili:

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