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Cultura

Rilanciare l’economia? Si ma con le buone maniere

L’Accademia creata da Luigi Mastroianni promuove la formazione in campo educativo

Gloria Gualandi

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L’educazione e le buone maniere. Quanto se ne sente la mancanza nella società di oggi. E non è assolutamente etichetta, ma un valor di civiltà e di convivenza positiva. Ma soprattutto fa bene anche all’economia. Facilita la stipula degli accordi imprenditoriali. È necessario protendere alle declinazioni valoriali, perché siamo un insieme ed è fondamentale trovare uno stile nella convivenza.

Lo spiega Thomas Luigi Mastroianni, creatore, appunto, della Reale Accademia di etichetta e buone maniere, che insiste evidenziando come nel nucleo di famiglia o di lavoro abbiamo bisogno di esprimere un buon atteggiamento che arrivi ad ogni strato della collettività: per formare un buon cittadino è portare una pietra a un buon politico.
E se le società leader decidono di guardare alle buone maniere, nei progetti di team building vanta dal 2012 l’esperienza che si riflette in aziende con una miglior qualità di rapporti interpersonali e incrementi di fatturati. Responsabili di comunità nuovi si dispongono ad adottare garbo e rigore, si attrezzano per esigerlo da collaboratori e competitor istituzionalizzando una spirale virtuosa di reciproche valorizzazioni.

“Le buone maniere, ed un filo di eleganza possono essere testimoni di istanze di solidarietà – spiega Mastroianni – purificando un ordine valoriale. In un momento in cui la società sfiora il fondo del barile, l’impegno va in iniziative il cui fine è l’aiuto e la filantropia, suggerisco di inserire tra le categorie scolastiche l’obbligatorietà della riflessione sulle buone maniere: oggi ci stiamo muovendo contro il bullismo”.

E’ nata per questo l’Accademia di Etichetta e Buone Maniere, un’idea per portare alla diffusione di un’educazione concreta anche nell’organizzazione di appuntamenti comuni, per combattere l’assenza del contenuto etico che altrimenti diventa anche carenza sociale.

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Cultura

La grande bellezza del Palcoscenico

Veronica Zucchi, attrice e autrice, la sua storia e la voglia di tornare a recitare
La grande bellezza del Palcoscenico.

Paolo Castiglia

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Una storia da protagonista nel Teatro italiano come attrice e autrice, oltre a rare ma mirate  partecipazioni cinematografiche in opere come “La Grande Bellezza” e “Youth” di Sorrentino. E ora tanta, tantissima  voglia di ricominciare a calcare il palcoscenico dopo la gravissima emergenza covid.  E’ il canovaccio della storia di Veronica Zucchi, che qui racconta e si racconta.

Partiamo dalla carriera, qual è stata l’origine di questa scelta? Credo sia stata l’inadeguatezza, il sentirmi lontano o altrove, in ritardo rispetto alla vita, a spingermi verso il teatro, dove ho trovato il modo di perdermi senza sensi di colpa e di canalizzare la mia ansia esistenziale, ma soprattutto di vivere quel desiderio senza oggetto che è il teatro nella sua essenza.

In che modo lei affronta questo tipo di avventura professionale? Affronto la consapevolezza dell’effimero, essendo la rappresentazione teatrale effimera per antonomasia, con la dedizione di Don Chisciotte alle proprie visioni.

Quali sono stati i momenti del suo percorso che reputa più importanti? Sono stata fortunata. Ho incontrato Luca Archibugi che, oltre a essere il mio compagno, è stato e continua a essere il mio Maestro. Lavoriamo insieme da anni. Sono molto legata al personaggio di Justine, una delle due giostraie di Un colpo a vuoto: una ragazza indifesa, infante, smarrita. Orfana, senza una lingua madre, viene adottata dall’altra giostraia, Alma, che la porta con sé, nel suo baraccone del tiro a segno. Era uno spettacolo che ricordava le atmosfere felliniane de La strada. Un altro personaggio che mi ha segnato profondamente è l’ultimo, Clara/Robert de Il quarto dito di Clara, spettacolo ispirato alla vita e all’opera di Clara e Robert Schumann e al progressivo deteriorarsi delle condizioni psicofisiche del grande musicista tedesco. Interpreto una anonima paziente psichiatrica che crede di essere Clara e Robert insieme: il loro amore era un’unione mistica. Il mio personaggio incarna ciò che l’amore sa eterno, cioè l’infanzia, anche della creazione, e cristallizza questo legame in una osmosi inestricabile, per salvarlo, portarlo altrove, lontano.

Cosa le hanno lasciato dentro? Un sentimento, al contempo, di consolazione e di perdita. Si falliscono sempre i personaggi che si interpretano. Altrimenti non esisterebbero.

Quanto conta il dialogo con il regista? Dipende dal regista. Più che il dialogo, conta l’affinità, un sentire comune a cui abbandonarsi e l’intuito per fare, con il filtro della propria personalità e di quella del personaggio, quello che il regista desidera. Parlare, conoscersi, discutere, magari ridere, è comunque molto importante per me, mi fa sentire più protetta.

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Cultura

Scripta legamus

Al via la seconda edizione del concorso nazionale di divulgazione epigrafica.

Mario Russo

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Tra marzo e maggio prossimi si svolgerà la seconda edizione del concorso nazionale di divulgazione epigrafica. Sulla base della positiva esperienza della prima edizione, si ripropone la sfida di interpretare e presentare un’iscrizione latina del proprio patrimonio cittadino.

“Il nome del concorso – specificano gli organizzatori – gioca sull’ambivalenza della voce verbale LEGAMVS < LEGERE, “leggiamo” (congiuntivo esortativo) / LEGAMVS < LEGARE, “lasciamo in eredità” (indicativo), dato che l’obiettivo proposto è quello di leggere le epigrafi… e divulgarle”.

La partecipazione al concorso prevede la realizzazione di un video della durata di 3-6 minuti, che illustri un’epigrafe latina (di qualunque epoca) presente nella propria città in un luogo pubblico (chiese e musei compresi).

L’iniziativa è ideata e curata dal prof. Paolo Re, socio della Delegazione di Roma AICC, con la collaborazione del Vicepresidente della Delegazione, Gianfranco Mosconi.

Un’ampia selezione dei video inviati verrà presentata in occasione della premiazione del concorso, che avrà luogo nel mese di maggio. Tre i video che verranno selezionati e giudicati come migliori da un’apposita Giuria presieduta, anche per questa seconda edizione, dalla prof. Silvia Orlandi, docente di Epigrafia Latina presso Sapienza Università di Roma e Presidente dell’AIEGL (Association Internationale d’Épigraphie Grecque et Latine) e composta, inoltre, dalla dott.ssa Carlotta Caruso, in rappresentanza del Museo Nazionale Romano e da Maxim Derevianko, regista e filmmaker.

Il concorso prevede anche un ‘Premio del Pubblico’, che verrà attribuito al video più votato su Youtube entro le 48 h precedenti la premiazione.

PREMI. I video vincitori, compreso il video premiato dal ‘Pubblico’, saranno pubblicati sul sito nazionale dell’AICC (www.aicc-nazionale.ithttp://www.aicc-nazionale.it). I docenti coordinatori dei gruppi che risulteranno vincitori riceveranno l’iscrizione all’AICC. I giurati verranno omaggiati di un volume offerto dalla casa editrice Arbor Sapientiae, sponsor ufficiale del concorso. Ai partecipanti al concorso SCRIPTA LEGAMVS verrà riconosciuto uno sconto del 25% su tutto il catalogo Arbor Sapientiae Editore, specializzato in cultura classica, consultabile al link https://www.arborsapientiae.com/

Tutti gli audiovisivi inviati, e ritenuti validi dalla Giuria, saranno caricati sul canale YouTube della Delegazione di Roma AICC: https://www.youtube.com/channel/UCLovjfNs_4HDGjL62LPf0tw.

VALIDO PER AGGIORNAMENTO. Per i docenti coordinatori, la partecipazione al concorso con un gruppo di studenti o un’intera classe sarà valida come attività di aggiornamento (con attestato di partecipazione per 10 h).

PCTO. L’iniziativa è valida anche nell’ambito dei PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento – meglio nota come alternanza scuola-lavoro), per un numero di 20 ore per ogni singolo alunno partecipante.

È previsto un contributo alle spese organizzative di 10 euro per ogni video partecipante (a prescindere del numero di alunni coinvolti).

INDICAZIONI OPERATIVE

a) Il termine ultimo per l’iscrizione al concorso è martedì 15 marzo 2022. Occorre inviare una mail al seguente indirizzo: scriptalegamus@gmail.com indicando il nome della scuola, dell’insegnante e della classe.

b) Il versamento della quota unica di 10€ per gruppo dovrà essere effettuato entro giovedì 31 marzo 2022, sull’IBAN indicato sopra.

c) I video andranno inviati entro mercoledì 20 aprile 2022 tramite Google Drive o WeTransfer o altro sistema analogo ad entrambi gli indirizzi scriptalegamus@gmail.com e aicc.roma@gmail.com .

d) I video dovranno avere durata di 3-6 minuti (compresi titoli di testa e di coda). Nei titoli di testa o in una schermata iniziale andranno indicati titolo, nome e indirizzo dell’istituto, nome del docente responsabile, nomi degli studenti coinvolti, e infine il titolo del concorso. Gli studenti minorenni che compaiono nel video in modo riconoscibile dovranno essere autorizzati da apposite liberatorie.

e) Quanto ai formati da utilizzare, può essere scelto uno qualsiasi tra quelli più utilizzati, riportati al link seguente: https://support.google.com/youtube/troubleshooter/2888402?hl=it

f) Si suggerisce di fare attenzione alle musiche da inserire nei video, affinché siano libere da diritti d’autore: sarà opportuno consultare la pagina https://support.google.com/youtube/answer/3376882?hl=it&ref_topic=9257784

g) La definizione del video dovrà essere tra 640 x 360 punti (360p) e HD.

h) LIBERATORIE. Contestualmente all’invio del video, si richiede ai docenti partecipanti l’invio in pdf delle liberatorie previste.

a. per tutti i gruppi, la liberatoria firmata dal docente coordinatore (v. infra);

b. per i soli gruppi nei cui video compaiono alunni minorenni riconoscibili, le liberatorie firmate dai genitori degli alunni minorenni che appaiono in video.

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Attualità

Premio giornalistico Giuseppe De Carli 2021

I vincitori della sesta edizione premiati nel corso di una cerimonia presso la Pontificia Università della Santa Croce.

Mario Russo

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Roma, 16 dicembre 2021 – Laura Galimberti (RomaSette.it), Stefano Leszczynski (Radio Vaticana), Giammarco Sicuro (Tg2 Rai) e Sara Lucaroni (Avvenire) sono i vincitori della sesta edizione del Premio giornalistico “Giuseppe De Carli”, promosso dall’Associazione culturale “Giuseppe De Carli” con la collaborazione dei Comitati “Informazione, migranti e rifugiati” e “Giornalismo e tradizioni religiose” e della Facoltà di Comunicazione Istituzionale della Pontificia Università della Santa Croce.

La cerimonia sobria, ma intensa e ricca di contenuti si apre con i saluti istituzionali del prof. Daniele Arasa (decano della Facoltà di comunicazione) che ha sottolineato la necessità di una formazione approfondita e costante come base di un giornalismo serio e consapevole. “Il giornalismo non è morto” – afferma il prof. Giovanni Tridente (vice presidente dell’Associazione De Carli) nel suo saluto di benvenuto rivolto ai presenti – “ma occorre dar voce e forza a un’informazione responsabile basata sulla coerenza e il rispetto. È la ‘professionalità’ che tiene vivo il giornalismo”. La cerimonia della consegna dei premi è stata introdotta da una tavola rotonda su un tema di particolare attualità: “Dalla pandemia al cammino sinodale per una Chiesa dell’ascolto”. Ne hanno discusso sr. Nathalie Becquart, sottosegretaria del Sinodo dei Vescovi, Andrea Gagliarducci, vaticanista di EWTN/Aci Group e Jaime Cárdenas, docente della Facoltà di Comunicazione della Santa Croce. A moderare i tre relatori, Alessandra Ferraro, caporedattore Rai e da sempre a fianco dell’Associazione “Giuseppe De Carli”. Un confronto incisivo e circostanziato che, oltre a presentare una panoramica del tema, ha offerto numerosi stimoli di riflessione.

Prende il via, quindi, la cerimonia di premiazione. La prima ad essere premiata è Laura Galimberti per la sezione “Chiesa e pandemia”, con l’opera Quel virus che “ricentra”. Diario di una Chiesa domestica (RomaSette.it) nella quale racconta con efficacia la vita di una parrocchia romana e, attorno ad essa, delle chiese domestiche animate da numerose famiglie che, durante il periodo del lockdown, hanno mantenuto vivi la preghiera, la solidarietà e tutti quei valori percepiti con più forza durante le restrizioni. Giornalista professionista dal 2002, Laura Galimberti è stata anche curatrice, fra l’altro, di “Varchi di Luce”, per TV2000, 14 cortometraggi sulle opere di misericordia, opera premiata al Premio De Carli 2019. Attualmente coordina l’ufficio comunicazione della Provincia Euro-Mediterranea dei gesuiti e della Provincia Italia dei Fratelli delle scuole cristiane.

La sezione “Comunicazione e migranti” ha visto un ex aequo tra Stefano Leszczynski (Radio Vaticana) e Giammarco Sicuro (Tg2 Rai). Giornalista di Radio Vaticana, Leszczynski è stato premiato per la narrazione dell’odissea del giovane Moussa, “Non mi chiamo rifugiato. La storia di Moussa fuggito dal Mali”. Una nuova forma di comunicazione – come si afferma nelle motivazioni – delle storie di migrazione: non solo testimonianze di rifugiati ma narrazioni ricche di approfondimenti, empatia e informazione, con grande forza comunicativa, completezza e accuratezza. Attualmente Leszczynski realizza e conduce trasmissioni di approfondimento sulla cronaca locale e internazionale con il programma “Il Mondo alla Radio”. Il giornalista Rai Giammarco Sicuro è stato premiato per il servizio “L’accampamento dei bambini”. Un servizio dal notevole impatto comunicativo, dal momento che i video sono stati girati direttamente dall’autore nei luoghi oggetto del racconto. Crudo, perché cruda è la portata di un dramma umanitario – si afferma nelle motivazioni – Magistrale la scrittura della sceneggiatura, efficace la denuncia delle vessazioni burocratiche, il ruolo dei Cartelli nel decidere vita e morte di tante persone disperate, lo strazio delle famiglie divise. Molti i fatti di cronaca italiana e internazionale raccontati da Sicuro nella sua carriera, dal naufragio della Costa Concordia ai più importanti arresti di mafia degli ultimi anni, la situazione Covid-19 in Spagna e la crisi tra le due Coree.

Per la terza sezione – “Informazione e tradizioni religiose” – è stata premiata Sara Lucaroni (Avvenire) con l’articolo La famiglia icona dell’esodo yazida ha ritrovato casa. Attraverso questa vicenda privata i cui protagonisti sono presentati nella loro dimensione individuale – si legge nelle motivazioni – l’autrice riesce a far rivivere la tragedia collettiva degli Yazidi, con mirabile precisione nella ricostruzione degli eventi, partecipazione umana, stile coinvolgente e forza comunicativa. Molti i reportage firmati dalla Lucaroni nella sua carriera da Iraq, Siria e Turchia e inchieste per L’Espresso, Avvenire, Speciale TG1, SkyTG24, ma è particolare il trasporto e l’empatia umana e professionale – come afferma la stessa Lucaroni – per gli Yazidi e la loro tragedia.

“La novità di quest’anno – spiegano Elisabetta Lo Iacono e Giovanni Tridente, fondatori dell’Associazione Giuseppe De Carli – è stata l’introduzione di due nuove sezioni, grazie alla collaborazione con i Comitati Informazione, migranti e rifugiati e Giornalismo e tradizioni religiose, che ha ampliato le aree tematiche su questioni centrali per la società e attorno alle quali la Chiesa sta dimostrando particolare sensibilità. Quello che non rappresenta una novità è l’elevato livello dei lavori partecipanti, segno di un’informazione di qualità trasversale alle testate religiose e laiche e che, da qualche anno, trovano il riconoscimento con questo Premio, nato per ricordare un grande professionista qual era Giuseppe De Carli”. Nel corso della cerimonia sono intervenuti anche Luca Collodi, caporedattore di Radio Vaticana Italia, in rappresentanza dei giurati della sezione “Chiesa e pandemia” (Maria Laura Conte, Assunta Corbo e Carlo Fontana) e i responsabili dei due Comitati al cui interno sono state costituite le rispettive giurie. Il Premio “Giuseppe De Carli” è sostenuto da BPER Banca, rappresentata alla cerimonia dal dott. Angelo Amodeo, direttore regionale Lazio.

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