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Attualità

Corso online gratuito sulla Comunicazione della Chiesa

Rivolto ai comunicatori della Chiesa, aspiranti tali, o interessati agli studi di Comunicazione Istituzionale, il corso avrà inizio il 30 maggio e sarà attivo fino al 25 luglio

Mario Russo

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Dopo il successo della 1ª edizione a cui hanno partecipato oltre 2600 persone, la facoltà di Comunicazione della Pontificia Università della Santa Croce ripropone per la seconda volta, a partire dal prossimo 30 maggio il corso gratuito online (MOOC) “Comunicazione istituzionale della Chiesa: gestione, relazioni con i media e strategia digitale”.

L’obiettivo del corso, suddiviso in quattro moduli, è, come afferma il decano della facoltà, prof. Daniel Arasa «fornire delle conoscenze di base sulla Comunicazione istituzionale della Chiesa, dalle competenze del Direttore di comunicazione alle strategie del dipartimento, dalla gestione manageriale all’interazione con i pubblici esterni e le media relations, con un focus sulla presenza della Chiesa nelle reti sociali».

Il corso sarà disponibile in tre lingue: italiano, inglese e spagnolo. L’attivazione del primo modulo coincide con l’apertura del corso, il 30 maggio, i moduli successivi verranno attivati uno a settimana, il lunedì, e quindi, progressivamente il 6, 13 e 20 giugno. L’intero corso sarà disponibile, comunque, fino al 25 luglio.

Per iscriversi al corso è necessario prima aprire un account sulla piattaforma didattica online: https://discere-ondemand.pusc.it.

Il corso, come già detto, è articolato in quattro moduli, quattro unità didattiche, ognuno dei quali prevede anche la partecipazione a un forum. Ogni modulo richiede un impegno di circa 2-3 ore. Le attività possono essere seguite, comunque, in qualunque momento della giornata.

I singoli moduli

La prima unità è di natura introduttiva e tratterà argomenti quali: le competenze del dipartimento di comunicazione; le qualità ei compiti del Direttore della Comunicazione; la differenza tra pubblico interno ed esterno; e alcune proposte di comunicazione di crisi. Il relatore sarà il professor Daniel Arasa.

Il secondo modulo verte su comunicazione e management: la reputazione dell’organizzazione, la leadership delle persone e della struttura del dipartimento, i rapporti con gli altri dipartimenti saranno alcuni degli argomenti di cui parlerà il professor Marc Carroggio.

Il terzo modulo si concentrerà sulla comunicazione esterna e il rapporto con i media. Il professor Giovanni Tridente spiegherà l’importanza di coltivare le relazioni con i media, l’evoluzione dell’ufficio stampa nell’era digitale e la comunicazione attraverso gli eventi, tra gli altri argomenti.

Il quarto modulo è dedicato alla presenza nell’ambiente digitale. Il professor Juan Narbona suggerirà alcuni elementi strategici per comunicare attraverso i social network in modo efficace e nel rispetto dell’identità dell’istituzione.

A chi è rivolto

I destinatari sono persone che lavorano o vogliono lavorare nella comunicazione della Chiesa, collaboratori di diocesi o altre istituzioni della Chiesa nell’ambito della comunicazione, rettori di seminari e capi di istituzioni ecclesiali con compiti manageriali, alunni (ex studenti) della Facoltà come attività formativa permanente, operatori pastorali della comunicazione e potenziali studenti interessati agli studi di Comunicazione istituzionale.

Certificazione

Per il corso non sono previsti crediti universitari. Al termine delle attività verrà rilasciato, comunque, un attestato di partecipazione.

Per maggiori informazioni:

http://www.pusc.it/node/4828

email:

mooc.churchcom@pusc.it

risorsedidattiche@pusc.it

Direttore di Foritalynews, docente alla Facoltà di Comunicazione della Pontificia Università della Santa Croce, competenze in tecnologie della comunicazione audiovisiva e multimediale e nel marketing. Esperto in comunicazione istituzionale e comunicazione politica (almeno credevo! Vista l'anti-comunicazione attuale). Particolarità: non ho ancora deciso cosa farò da grande.

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Attualità

Ora Benedetto XVI diventi Dottore della Chiesa

In molti chiedono il riconoscimento per un Papa già considerato santo dal sentimento popolare e il cui insegnamento ha illuminato più di una generazione

Daniele Sebastianelli

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Benedetto XVI come Sant’Agostino, Leone Magno, San Giovanni Crisostomo, San Basilio Magno. Sono in molti a chiederlo e sperarlo. Soprattutto tra prelati della Chiesa. Primo fra tutti il Card Angelo Bagnasco, che in un’intervista al quotidiano La Stampa ha confidato questa aspettativa. “Spero che presto sia dichiarato dottore della Chiesa”, ha detto Bagnasco sottolineando come ora “nel firmamento del cielo, una nuova stella si è accesa”. Benedetto XVI – sono le parole di Bagnasco – “continuerà a indicare Gesù ai pastori del nostro tempo, cioè a coloro che, tra le illusioni del mondo, cercano umilmente la verità e si incamminano verso Colui che ci rende liberi e in pace. Dal cielo, Benedetto continuerà a brillare della luce di Cristo, luce dei popoli e del cosmo; a richiamare la bellezza della fede e della ragione aperta alle realtà visibili e invisibili. Come stella sicura, con tenerezza continuerà ad affermare che l’uomo può essere appagato solo dall’infinito, poiché porta l’impronta di Dio e che il bene è arduo, ma solo il bene oggettivo fa bene. Il mondo moderno deciderà finalmente di ascoltarlo? Sarà la sua salvezza”.

Tra coloro che hanno lavorato per anni a stretto contatto con Ratzinger c’è anche il cardinale Fernando Filoni. Per lui Benedetto XVI va «annoverato tra i giganti del nostro secolo», così come per il Card. Schoenborn, arcivescovo di Vienna per il quale “l’eredità di Ratzinger non è certo ancora esaurita, tra qualche decennio si comprenderà sempre meglio la ricchezza della sua opera teologica”. In un’intervista al Corriere della Sera lo stesso Schoenborn ha dichiarato: “Io lo pongo accanto ai grandi, come Dottore della Chiesa, Padre della Chiesa. Nella mia biblioteca ho messo le opere di Papa Benedetto accanto alle opere di Sant’Agostino. Sì, io lo paragono a Sant’Agostino, suo maestro, oso metterli vicini. Il suo insegnamento, le opere, il ministero episcopale e quello petrino. Dopo secoli abbiamo avuto un Papa teologo, un maestro di teologia. Ho avuto la gioia di essere suo allievo, con tanti altri, e non solo è stato un insegnante di grande capacità, con il dono della chiarezza, ma un vero maestro, nei testi scritti come nella parola viva. Ho imparato tanto da lui e penso che proprio questa sua capacità nell’insegnamento, nella trasmissione della fede e nella riflessione sulla fede, facciano di lui già quasi un padre della Chiesa. Rimarrà tra i grandi di cui ci si ricorderà nei secoli a venire, ricorderemo Joseph Ratzinger nel XX secolo come ci si ricorda di John Henry Newman nel XIX o di Tommaso d’Aquino e Bonaventura da Bagnoregio nel XIII”.

Come riferisce l’agenzia Adnkronos è già pronto uno striscione con la richiesta specifica che verrà portato al funerale giovedì 5 gennaio. A crearlo Ivan Marsura, direttore del museo dei papi. «Sono sicuro – osserva Marsura – che in tanti concordano. Magari ci vorrà un po’ di tempo ma credo che siano in parecchi a chiedere che Ratzinger venga dichiarato ‘dottore della Chiesa».

Foto: Giuseppe Ruggirello, CC BY-SA 3.0 https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0, via Wikimedia Commons

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Attualità

Decine di migliaia in fila per l’ultimo saluto al Papa Emerito

Per tre giorni i fedeli potranno rendere omaggio alla salma di Benedetto XVI nella Basilica Vaticana.

Daniele Sebastianelli

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Ordinata, composta, silenziosa. Appare così la fila di fedeli giunti da ogni dove per rendere omaggio al Papa Emerito Benedetto XVI, la cui salma è stata traslata dal monastero Mater Ecclesiae alla Basilica vaticana, dove resterà tre giorni per l’ultimo saluto.

In migliaia stanno raggiungendo Piazza San Pietro, in gruppo o da soli, quasi in pellegrinaggio per poter comunicare il proprio affetto a Joseph Ratzinger. Si entra in Basilica procedendo lentamente e si giunge all’altare della Confessione, davanti al quale è esposto il corpo del Papa Emerito.

Non indossa il Pallio, nè la croce pastorale e le scarpe rosse vermiglio. Solo paramenti liturgici rossi, la mitra sul capo e un rosario tra le mani.

Non è permesso sostare, nenche per una breve preghiera, ma tanto basta. L’importante è ringraziare e rendere omaggio ad un pontefice che ha fatto la storia. Non solo per quel gesto del 2013 che ha colpito il mondo, la rinuncia al soglio di Pietro, ma soprattutto per la ricchezza teologica e morale che lascia, per la testimonianza di fede, per l’attegiamento umile e mite che ha sempre segnato il suo stile, da cardinale prima e da papa poi. In profondo contrasto con la caricatura da “panzer tedesco” avallata dai media e mai attecchita nei cuori dei fedeli. Cuori che oggi sono in fila a dimostrarlo.

Numerose le viste delle autorità e dei capi di Stato e di Governo tra cui il Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella e la premier Giorgia Meloni. Sempre presente lo storico segretario personale mons. Georg Gaenswein, oggi arcivescovo, visibilmente commosso.

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Attualità

Addio al Papa emerito Benedetto XVI

Joseph Ratzinger si è spento all’età di 95 anni. il 2 Gennaio il suo corpo sarà esposto nella Basilica Vaticana per il saluto dei fedeli di tutto il mondo.

Daniele Sebastianelli

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«Con dolore informo che il Papa Emerito, Benedetto XVI, è deceduto oggi alle ore 9:34, nel Monastero Mater Ecclesiae in Vaticano». E’ la comunicazione del Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni, ad annunciare la dipartita di Joseph Ratzinger, all’età di 95 anni, dopo tre giorni marcati dal peggioramento delle sue condizioni di salute.

Immediati i messaggi di cordoglio con la notizia ha fatto subito il giro del mondo, potenziata dalla forza dei social.

In una immediata dichiarazione pubblica Mons. Ganswein, che per anni è stato il segretario di Benedetto XVI, ha affermato: «Il Santo Padre emerito ha detto a me e a tutti coloro che lo hanno accompagnato nelle sue ultime ore: “Pregate per me”. Per me la sua morte significa una perdita grande e personale. Sono profondamente grato e allo stesso tempo molto triste».

La stessa nota vaticana afferma che il corpo del Papa Emerito sarà esposto nella Basilica di San Pietro a partire dal 2 gennaio per consentire ai fedeli di rendergli omaggio.

Il 5 gennaio i funerali in Piazza S. Pietro alle ore 9.30, presieduti da Papa Francesco.

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