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Società

Prendere o lasciare

Il nuovo singolo di Andrea Sellaroli

Redazione Foritalynews

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“Spesso i sogni sono meglio della realtà, è più difficile vivere”. Un testo diretto e senza edulcorazioni quello di ‘Prendere o lasciare’, nel quale il cantautore riflette i suoi pensieri e le riflessioni più amare. Un brano rappresentativo e autobiografico in cui si celano le fragilità spesso nascoste in un “dico che sto bene mentre dentro sto male” e in quella fiducia a volte concessa a chi poi la tradisce.

Una confessione in musica che ha tutta l’aria della liberazione dei propri stati d’animo tradotti in questa ballata che fa parte di quel progetto discografico di Andrea dal carattere riflessivo. La produzione è affidata a Max Marcolini, storico collaboratore di Zucchero, producer e chitarrista che è riuscito a decifrare il messaggio che Andrea voleva lanciare.

Andrea Sellaroli si affaccia al mondo musicale per pura passione, la sua vita si divide tra sport e note sul pentagramma. E’ infatti allenatore di Serie A di pallanuoto, ma riversa la sua parte più intimista nella musica. Inizia a suonare da giovanissimo, dapprima come tastierista nel gruppo del quale faceva parte. Il suo lato cantautorale ha però voglia di emergere e comincia così a scrivere i testi dei brani per il cantante del gruppo. Si trasferisce sulle colline del Chianti ed è proprio durante la permanenza nella campagna toscana che inizia a interpretare lui stesso i suoi brani. Il primo lavoro discografico che lo vede protagonista a tutto tondo si intitola ‘Welcome to my life’ ed è un excursus nella vita di Andrea che attraverso un viaggio simbolico ci fa entrare nel suo mondo e nei suoi stati d’animo più intimi.
Il movimento è la sua fonte d’ispirazione e non perde occasione per annotare pensieri fissandoli ‘sulla carta’ proprio durante i viaggi che spesso intraprende. Ogni sua canzone è rappresentativa di un momento della sua vita che è stato significativo e che spesso è identificato in una città.

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Economia

Processi mediatici contro gli imputati: quando il diritto di cronaca diventa il “fine pena mai” della reputazione

Petrozzi (Siro Consulting): grazie alla combinazione di un’azione legale e di comunicazione si può ricostruire la reputation di una persona

Redazione Foritalynews

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Il sistema giuridico italiano prevede che si è innocenti fino a prova contraria o sentenza emessa. Ma il processo dell’imputato inizia molto prima, fuori dalle aule dei tribunali va in scena sui quotidiani e in Tv e continua sui social network emettendo sentenze che si trasformano nel “fine pena mai” della reputazione dei singoli coinvolti.

Un processo mediatico senza esclusione di colpi che emette sentenze definitive ben prima del sistema giudiziario, che magari poi scagiona l’imputato, con ripercussioni gravissime dal punto di vista della reputazione e soprattutto, sul piano personale, economico, familiare. Arginare la macchina del fango, ripristinando la reputazione di un soggetto coinvolto in un processo, è possibile. È quanto emerge dalConvegno “Fine pena mai. Processi mediatici e sentenze reputazionali” a cui hanno partecipato esperti, giuristi, comunicatori, Web Reputation Manager e Pubblici Ministeri di alto profilo, coordinati da Valentina Angela Stella de Il Dubbio. Sono intervenuti all’Atomic Talk targato Beryllium: Giuseppe Belcastro, Co-Resp. Osservatorio Informazione Giudiziaria Unione camere Penali, Irma Conti, Consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Roma; Onorevole Enrico Costa, II Commissione Giustizia; Simona Petrozzi, Web Reputation Manager Ceo e fondatrice di Siro Consulting ; Valerio de Gioia, Giudice e autore del libro “In nome del popolo televisivo”; Gaetano Grasso, Comunicatore & CEO beryllium; Pietro Marzano, Founder PVM Avvocati; Raffaele Sollecito Autore del libro “Un passo fuori dalla notte”.

Il diritto di cronaca, soprattutto sui media televisivi e digitali – spiegano gli esperti – prevarica sul diritto all’oblio o su quello della buona fama. Nel raccontare fatti di cronaca giudiziaria o nera, si preferisce infatti a una comunicazione asciutta e corretta che in virtù del diritto all’informazione tuteli i diritti dei singoli coinvolti, il nel mero sensazionalismo che asseconda i desideri del pubblico. Durante la fase processuale, spesso molto lunga, nei quotidiani e nelle prime pagine dei principali motori di ricerca sono quindi riportate notizie nella maggior parte dei casi negative, lesive della reputazione. Simona Petrozzi, Web Reputation Manager Ceo e fondatrice di Siro Consulting, assicura che si può fermare questo meccanismo negativo e ricostruire la web reputation dei soggetti coinvolti e assolti da processi penali. “Ogni caso viene analizzato e seguito da un team composito, con esperti legali e del mondo della comunicazione. Partendo dall’analisi reputazionale che ci permette di avere una fotografia accurata delle lesività globalmente presenti – spiega – andiamo poi a sviluppare strategie atte a ripristinare la correttezza dell’informazione a cui tutti abbiamo costituzionalmente diritto quindi a ristabilire la reputazione. I contenuti lesivi si possono rimuovere attraverso una azione legale a cui va combinato un piano di comunicazione che preveda la produzione di contenuti positivi e corretti che andranno a bilanciare e contrastare quelli nocivi. La lesione della reputazione – aggiunge – da un punto di vista psicologico può creare delle vittime; è quindi fondamentale agire per ricostruirla e arginarne il campo d’azione tutelando l’intero ecosistema dell’individuo. E’ un processo delicato, ma si possono ottenere dei risultati assolutamente positivi”.

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Economia

Economia Civile, un anno dell’inserto di Avvenire

Voce autorevole del terzo settore e della finanza in chiave ESG

Redazione Foritalynews

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Di Barbara Zampini

L’inserto Economia Civile di Avvenire festeggia il primo anno di pubblicazione. Un progetto editoriale multipiattaforma nato per raccontare con “Idee” “Storie” e “Analisi” l’evoluzione del Terzo settore, la punta più avanzata della finanza ESG e la tecnologia a impatto sociale. Il quotidiano nazionale di ispirazione cattolica propone da sempre una lettura della cronaca, della cultura e del costume guidata da un realismo positivo e controcorrente, dando voce ai valori cristiani.

Negli anni si è fatto poi interprete dell’affermarsi di un modello di sviluppo alternativo che fa della sostenibilità (ambientale, sociale, fiscale e di governance) e della generatività la chiave interpretativa per formulare, anche a livello di impresa, modelli di crescita economica, nonché proposte di politica economica e miglioramento dell’assetto istituzionale. Un punto di riferimento non solo per gli operatori economici e finanziari ma anche per studenti universitari, formatori, insegnanti e tutte le persone impegnate nell’associazionismo e nel mondo della cooperazione.

Il portale Economia Civile si configura come un prodotto digital first, ovvero un portale verticale che trova la sua collocazione all’interno del sito di Avvenire, con contenuti originali e approfondimenti dei temi diffusi sul giornale. Il portale web è affiancato da un inserto cartaceo pubblicato insieme ad Avvenire con cadenza settimanale.
Un unico contenitore con tutte le novità della finanza sostenibile e dell’economia sociale, nonché della crescente sensibilità alla sostenibilità delle imprese tradizionali: dai prodotti finanziari gestiti con criteri ESG alle campagne per i disinvestimenti dalle fonti fossili (le organizzazione cattoliche hanno un ruolo chiave), dall’evoluzione dell’impresa sociale alle Benefit corporation, dalle grandi iniziative come “Economy of Francesco” o il Festival dello Sviluppo Sostenibile organizzato dall’ASviS, fino alla riforma del Terzo Settore o del Credito Cooperativo.

Declinazioni multimediali tra cui video e podcast, anche in sinergia con gli altri media della CEI come Radio InBlu, arricchiscono i contenuti di cronaca, come le case history e gli appuntamenti specifici sull’economia e la finanza civile e spaziano dalle interviste a manager, economisti, imprenditori e changemaker diventati punti di riferimento del settore, alle recensioni critiche alle principali novità editoriali fino ai nuovi studi e papers in materia. In redazione giornalisti specializzati nelle diverse aree tematiche in grado di garantire un’informazione pertinente e aggiornata, con approfondimenti mirati.

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Cultura

“Sequel”: generazione Y tra passato e futuro

Il nuovo singolo di Azzena parla ai Millennials presi nel mezzo di un cambiamento sociale, economico e soprattutto tecnologico

Gloria Gualandi

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Rivivere la nostalgia per tutto quello che ci faceva ridere e vivere con serenità. Persino quelle imperfezioni che appartengono a una vita più umana e forse più sincera, oggi assumono un tono che ci piace rievocare: a cominciare dalle foto sfocate fino ai dischi graffiati e ai lettori cd mal funzionanti. Tutte realtà che abbiamo ormai dimenticato, presi come siamo da un mondo che va talmente veloce da non lasciare nemmeno il tempo di riflettere su ciò che davvero ci faccia progredire. E’ questo il messaggio di fondo di “Sequel”, il nuovo singolo di Azzena, che è stato recentemente presentato nel primo live del 2023 presso il locale Casa Matilda, a Milano.

Romantico e nostalgico, il brano parla al passato ma allo stesso tempo al presente. Il videoclip, diretto da Simone Conte, evidenzia, attraverso dettagli visivi, la contrapposizione tra passato e presente. Racconta la difficoltà di un ragazzo che rappresenta la generazione Y ad adattarsi a un contesto estremamente innovativo e tecnologico, che a volte lascia poco spazio alle emozioni e alla loro genuina manifestazione e ci regala immagini delicate e al contempo ricche di significato che raccontano quanto sia stato difficile aver avuto dei grandi riferimenti artistici sostituiti troppo velocemente da un presente che richiede di “sentire” ed esprimersi in maniera diversa.

Secondo lo stesso Azzena “da sempre l’uomo trae esperienze dal passato per comprendere meglio il presente: nonostante ciò, i giovani d’oggi non sanno cosa sia ‘ieri’ e nemmeno cosa sia ‘oggi’, non riuscendo così a cogliere il buono che la generazione precedente ha offerto in termini di valori”. Emerge un rimpianto verso quella comunicazione che si poteva trovare anche nei testi di alcune canzoni, sostituita da un presente perpetuo fatto di superficialità e di priorità molto lontane da quelle del passato. “Nonostante oggi – secondo l’autore – comunicare risulti più semplice grazie a un maggiore utilizzo e una maggiore familiarità con le varie tecnologie digitali, il contenuto che offrono è povero di motivazioni e troppo ricco di facili ambizioni”.

“Sequel” si rivolge quindi in particolare a quella generazione Millennials che si è trovata nel bel mezzo di un cambiamento sociale, economico e tecnologico, inevitabile e non sempre sinonimo di un miglioramento. Il brano è stato scritto dallo stesso Azzena con Nicola Lombardo per l’etichetta Moovon. La direzione artistica è stata curata da Fabrizio Cit Chiapello del Transeuropa Recording Studio. Il mastering è a cura di Energy Mastering e la produzione esecutiva e Management è a cura di Renata Ercoli.

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