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Economia

INARSIND: il nuovo Codice dei Contratti pubblici discrimina i liberi professionisti

Su “Il Libero Professionista” l’intervento di forte denuncia di Carmelo Russo, Presidente dell’Associazione

Paolo Castiglia

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L’Ing. Carmelo Russo, Presidente Nazionale INARSIND, l’Associazione che rappresenta e tutela ingegneri e architetti liberi professionisti interviene sull’entrata in vigore della digitalizzazione dell’intero ciclo degli appalti e dei contratti pubblici, e torna a chiedere dalle colonne della rivista specializzata “Il Libero Professionista” che fa capo a Confprofessioni, urgenti modifiche al Codice dei Contratti pubblici (D.Lgs. n. 36/2023).

Nell’articolo Russo spiega infatti che dal 2 gennaio 2024 ha preso il via la digitalizzazione dell’intero ciclo degli appalti e dei contratti pubblici, incentrata sulla Banca Dati ANAC. “La digitalizzazione, da tempo auspicata e invocata dai professionisti del settore è uno degli aspetti più positivi del nuovo Codice in atto dallo scorso luglio, che però presenta notevoli criticità. INARSIND lo considera una forma di discriminazione nei confronti dei tecnici liberi professionisti che non vengono più considerati soggetti cardine per la realizzazione dell’opera pubblica”.

Infatti secondo il presidente Inarsind “Il D.Lgs. n. 36/2023 ridisegna il mondo dell’affidamento dei contratti pubblici scardinandone alcuni capisaldi. Innanzitutto dimentica la centralità della fase progettuale, il suo valore culturale e l’importanza tecnico-scientifica che riveste, a favore dell’Appalto Integrato. L’affidamento a un unico soggetto per la progettazione esecutiva e la realizzazione dell’opera, per le stringenti esigenze dell’impresa realizzatrice annulla di fatto la possibilità di una progettazione libera e autonoma. Prima considerato un’eccezione è ormai una prassi consolidata come dimostrano i rapporti del primo trimestre 2022 e quelli del 2023; grazie alle norme per gli appalti delle opere del PNRR, gli appalti integrati sono infatti cresciuti del 318,8% nel numero, dell’81,9% nel valore dei lavori e del 126,1% in quello dei servizi compresi nelle gare”.

“Tra le scelte più infelici, se non pericolose – approfondisce Russo nell’articolo apparso nei giorni scorsi appunto su “Il Libero Professionista” – c’è poi la riduzione dei livelli di progettazione da tre a due con la scomparsa del livello intermedio (Progetto Definitivo ndr) in favore del Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica (PFTE), ora alla base dell’Appalto Integrato. Il PFTE viene spesso sottostimato e sottovalutato portando poi a un aumento dei costi nel passaggio al Progetto Esecutivo. Nel suo rapporto del 2023 al Parlamento, l’ANAC ha rilevato come sia presenti “disfunzioni frequentemente riscontrate negli appalti integrati in termini di incrementi di costo e varianti”, invitando a tal proposito il legislatore a introdurre limiti agli aumenti di costi nella fase esecutiva”. Di fatto, secondo Russo “la categoria dei liberi professionisti Architetti e Ingegneri è discriminata dall’intero Codice. Tra gli esempi più eclatanti l’esclusione in via preliminare dalla Direzione dei Lavori (art.114, comma 6) dove il ricorso a professionisti esterni è “limitato ai casi in cui le S.A. non dispongano delle competenze o del personale necessario ovvero nel caso di lavori complessi o che richiedano professionalità specifiche, ovvero qualora la stazione appaltante non sia una amministrazione pubblica, l’incarico è affidato con le modalità previste dal codice”. Così come per le attività di collaudo per le quali (art.116, comma 4) il ricorso a professionisti esterni è limitato ai casi di “accertata carenza nell’organico della stazione appaltante, oppure di altre amministrazioni pubbliche, o nei casi di particolare complessità tecnica, la stazione appaltante affida l’incarico con le modalità previste dal codice”.

“Oltremodo penalizzante – spiega ancora il presidente INARSIND – per coloro che partecipano alle gare per l’affidamento dei servizi di Architettura e Ingegneria è poi la previsione del comma 11 dell’art. 100 che per le procedure di aggiudicazione di appalti, forniture e di servizi limita, quale dimostrazione del requisito di capacità tecnica e professionale,al triennio precedente a quello di indizione della procedura, aver eseguito contratti analoghi a quello da affidare. La richiesta, limitata ad un periodo temporale così ristretto, appare assolutamente irrazionale rispetto a qualsiasi curriculum professionale e inspiegabilmente discriminatoria, a meno dell’esclusivo vantaggio che possono trarne grandi organizzazioni professionali”.“Lo scenario – conclude Russo – che si è andato delineando dall’entrata in vigore del Codice, trascurando la ormai acclarata carenza di organico degli uffici mostra che la P.A., sta rinunciando al ruolo culturale svolto dai Liberi Professionisti Architetti e Ingegneri ponendo in toto nelle mani dell’Impresa non solo la realizzazione dell’opera, ma anche tutte le scelte progettuali connesse. Non riconoscendo più l’attività di progettazione, come attività culturale di ricerca e di elaborazione, di fatto non considera più i progetti come degli investimenti da fare oggi in vista delle possibilità economiche che domani potranno consentire la risoluzione di annose problematiche. Alla base delle criticità del Codice c’è la mancanza di una adeguata consapevolezza del ruolo che le libere professioni tecniche possono interpretare per lo sviluppo del nostro Paese”.

A sostegno dei liberi professionisti, infatti, INARSIND chiede anche una revisione del Codice degli Appalti. In particolare è necessario che si mantenga in capo all’Amministrazione il controllo della progettazione limitando, come indicato anche dall’Anac, il ricorso al l’Appalto Integrato. Si deve poi evitare che sia la successiva fase della progettazione esecutiva – affidata all’aggiudicatario – a definire compiutamente il progetto e l’eventualità che, per sottostima e sottovalutazione dell’importanza che la redazione del PFTE assume, le Amministrazioni la limitino all’interno dei propri uffici, escludendo l’affidamento a professionisti esterni

Vicedirettore di Foritalynews, giornalista professionista, docente di giornalismo all’Università Roma Tre. Autore del libro "Giornalismo come e perché. Dalla 5 w all'inchiesta" (Aracne editore), tra le esperienze precedenti, dal 2006 al 2016, ha lavorato per il quotidiano Il Sole 24 ORE, per il quale ha seguito l’economia dei trasporti per la redazione di Roma.

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Cultura

Esotika: un successo crescente che tornerà a settembre

Con quasi 15.000 visitatori l’evento si conferma come una delle più importanti manifestazioni pet del nostro Paese

Paolo Castiglia

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“A distanza di 3 giorni dalla sua chiusura, l’eco di Esotika Pet Show di Arezzo, il salone nazionale degli animali esotici e da compagnia, riecheggia ancora nelle orecchie degli appassionati”. Sono parole dell’organizzatore Daniel Baiocco, reduce dalle fatiche di questo partecipatissimo evento che si è tenuto presso Arezzo Fiere e Congressi e che ha monopolizzato, con le sua presenze e le brillanti iniziative interne dedicate agli animali, lo scorso weekend aretino e non solo.

“Arezzo – continua Baiocco – ha dimostrato anche stavolta di essere la città che unisce il Nord e il Sud dell’Italia, anche grazie ad una manifestazione a cui hanno partecipato oltre 130 espositori provenienti da ogni parte del Paese e anche dell’Europa e che ha visto la presenza di quasi 15.000 visitatori: ecco quindi che Esotika Pet Show si conferma come una delle più importanti manifestazioni pet del nostro Paese, visto che conta ormai ben quindici edizioni che si svolgono su tutto il territorio nazionale”. La professionalità e la dedizione degli organizzatori hanno portato infatti alla realizzazione di eventi, gare ed esibizioni che hanno divertito e appassionato il pubblico presente.

“Siamo lieti – insiste l’organizzatore – di annunciare che il prossimo 14 e 15 settembre si terrà la seconda edizione di Arezzo, già sold out per gli espositori che hanno deciso di riconfermare la loro presenza per questa nuova avventura. E siamo fieri del fatto che anche le istituzioni territoriali, come Asl e Carabinieri, hanno riconosciuto l’impeccabile gestione della fiera non riscontrando alcuna irregolarità”. “Arezzo Fiere e Congressi – dichiara a sua volta il presidente di Arezzo Fiere, Ferrer Vannetti – mette volentieri a disposizione le sue strutture per ospitare questa importante manifestazione, che unisce gli appassionati del settore e il rispetto per gli animali nel senso più pieno e compiuto. Un connubio vincente che ci fa già immaginare il successo annunciato dell’edizione del prossimo settembre”

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Economia

Da Arezzo all’Ucraina per portare medicinali e generi di prima necessità

Federfarma: nuova conferma del decisivo ruolo sociale della farmacia

Paolo Castiglia

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“Farmacia sempre più centrale a servizio dei cittadini a tutti e livelli e a tutte le latitudini: lo testimonia il grandissimo gesto del nostro associato, il Farmacista Filippo Lazzerini, che nella sua missione umanitaria e sanitaria in Ucraina ha dato ancora una volta testimonianza di come sia importante e decisiva la disponibilità delle farmacie a tutti i livelli. Noi come Federfarma Arezzo siamo orgogliosi di questo evento e siamo pronti a supportare come sempre le iniziative che vanno a favore delle persone in difficoltà, cosa che noi facciamo da sempre, ma che in particolare ci ha contraddistinto in epoca pandemica”. Sono parole di Roberto Giotti, presidente di Federfarma Arezzo, che fanno riferimento all’iniziativa umanitaria portata avanti dal farmacista Filippo Lazzerini, reduce dal viaggio in Donbass, in Ucraina, dove ha portato medicinali e prestato la sua opera di operatore sanitario. Filippo Lazzerini e Niccolò Celesti, un farmacista e un fotoreporter, quindi, insieme per portare aiuti umanitari in Ucraina.

“Medicinali e beni di prima necessità – racconta direttamente Lazzerini – sono per noi italiani a portata di mano, invece in Ucraina ormai da due anni in guerra sono difficilmente reperibili. Da qui l’esigenza di mettere la nostra professionalità, la mia di farmacista e quella di Niccolò di fotoreporter, lì dove c’è una impellente esigenza. Circa 7/8 mesi fa, tramite la responsabile del Consolato Onorario di Firenze, ho conosciuto Niccolò che mi ha parlato del suo progetto di missione, che ho da subito sposato appieno”.

Filippo e Niccolò sono partiti il 10 febbraio scorso alla volta del Donbass, Ucraina. Il ruolo svolto da Lazzerini è stato fondamentale sia nella parte organizzativa della missione, catalogando e traducendo tutto il materiale medico raccolto e suddividendolo tra quello destinato agli ospedali e quello per i ‘medici di trincea’, e anche durante il viaggio in cui ha supportato telefonicamente Celesti nella consegna dei materiali. “Ogni giorno – spiega ancora Lazzerini – nell’esercizio della mia professionedi farmacista come tutti i miei Colleghi sono al servizio degli altri, dedicandomi al benessere e alla salute dei miei Concittadini. Grazie a questa missione ho portato la mia professionalità oltre il banco, fuori dalla farmacia e dall’Italia, in un territorio in guerra. Con la nostra missione, non abbiamo però fatto nulla di speciale, soprattutto io in quanto farmacista perché questo fa parte della mia professione: esserci per gli altri”.

Prossimo obiettivo consegnare all’Ospedale pediatrico della regione di Chernigiv un’ambulanza con attrezzature per l’équipe di rianimazione neonatale (terapia di ossigeno e terapia infusiva). Richiesta che è arrivata direttamente dalla Direzione della sanità dell’Amministrazione statale della regione di Chernigiv che ha sottolineato come a causa “degli eventi bellici nei distretti lontani della regione di Chernigiv gli ospedali sono danneggiati e manca il personale qualificato per fornire l’assistenza medica ai bambini”. L’ambulanza è quindi necessaria per trasportare in sicurezza i bambini prematuri dai luoghi più inaccessibili fino agli ospedali più preparati.

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Economia

16 Febbraio – Giornata del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili

Banca Tema aderisce a ‘M’illumino di Meno’

Paolo Castiglia

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Banca Tema aderisce alla “Giornata nazionale del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili”, nota fino a due anni fa con il titolo ‘M’illumino di Meno’. L’iniziativa, giunta alla ventesima edizione, è stata lanciata dalla trasmissione radiofonica Caterpillar di RaiRadio2 ed è promossa da Federcasse e dal Gruppo BCC Iccrea.

Anche quest’anno, il prossimo 16 febbraio, in tutte le filiali di Banca Tema sui territori di competenza, saranno distribuiti libri fotografici e altre pubblicazioni, come omaggi a soci e clienti. Un gesto simbolico per dare energia a progetti realizzati anche con il nostro sostegno.

L’invito di Banca Tema è, anche quest’anno, in primo luogo quello di spegnere luci e dispositivi elettrici non indispensabili nella giornata di venerdì 16 febbraio e di essere tutti promotori di uno stile di vita sostenibile ed in grado di “dare energia senza confini”, per favorire una transizione ecologica partecipata ed inclusiva. Il tema centrale di questa edizione è rappresentato dal risparmio energetico oltre i confini, con lo slogan “Banche di Credito Cooperativo. Sviluppo sostenibile senza confini”. La transizione energetica va intrapresa collettivamente, perchè aria, oceani, montagne, foreste non hanno frontiere e vanno difesi con un cambiamento che deve essere globale. In questi anni Banca Tema, insieme alle altre Banche di Credito Cooperativo, coerentemente con l’articolo 2 dello Statuto, ha promosso azioni a favore dello sviluppo sostenibile, dell’educazione ambientale e della tutela del paesaggio, contribuendo alla salvaguardia del territorio, non solo dentro i confini nazionali, ma anche fuori, partecipando a progetti di cooperazione internazionale in Ecuador ed in Togo, a sostegno delle popolazioni del mondo meno fortunate.

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