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Economia

Confartigianato Carrozzieri per un riequilibrio dei rapporti tra mondo dell’autoriparazione e mondo assicurativo

Impegno a tutela degli artigiani e per la libertà di scelta dei cittadini

Paolo Castiglia

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Il dubbio che sorge spesso nel cittadino è da quale carrozziere bisogna andare dopo un incidente stradale, da quello convenzionato con la propria compagnia oppure da uno qualsiasi. Su questo tema Confartigianato – con Roberto Carria, che è stato confermato nel Consiglio nazionale di Confartigianato Carrozzieri dopo essere stato rieletto presidente di Confartigianato Carrozzieri Arezzo e Toscana – sta portando avanti un’importante battaglia e tiene a ribadire un fatto importante che non tutti gli automobilisti sanno, e cioè che, In realtà, per quanto riguarda il carrozziere, il cliente ha totale libertà di scelta.

Uno degli impegni principali che lo stesso Carria e tutta la squadra Confartigianato intende quindi continuare a portare avanti nel nuovo mandato è fondamentalmente quello di arrivare, al più presto, ad un riequilibrio dei rapporti tra mondo dell’autoriparazione e mondo assicurativo, a tutela di tutta la categoria artigiana ma anche della libertà informata dei clienti. Dunque, se è rimasto coinvolto in un sinistro, una volta compilato il CID può scegliere se portare la macchina incidentata da un carrozziere qualsiasi oppure da quello convenzionato con la compagnia.

In effetti, a seguito di un incidente d’auto, le compagnie assicurative sono solite indirizzare il loro cliente verso un carrozziere convenzionato. Il motivo? Si chiama “canalizzazione” e consiste nel tentativo di portare un parziale controllo, da parte delle compagnie stesse, del mercato della riparazione. Ma se il cliente sceglie liberamente il carrozziere non cambia nulla, perché l’assicurazione pagherà i danni indipendente dal carrozziere che effettuerà le riparazioni.

Economia

Banca Valdichiana: approvato il Bilancio 2020

Ora a grandi passi verso il varo di “Banca Tema Terre Etrusche di Valdichiana e Maremma Credito cooperativo”

Paolo Castiglia

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Tutti approvati a larghissima maggioranza i punti all’ordine del giorno della recente Assemblea ordinaria di Banca Valdichiana, alla presenza del Consiglio di Amministrazione, presieduto da Fabio Tamagnini, del direttore generale Fabio Becherini e del Collegio sindacale. Per il secondo anno consecutivo, in applicazione delle norme anti covid, non è stato possibile far partecipare fisicamente i soci all’Assemblea ma sono stati ben 1049 – ringraziati in apertura da Tamagnini – coloro che nelle settimane precedenti hanno espresso il proprio voto attraverso deleghe consegnate al Consigliere designato.

“Il Bilancio 2020 – ha spiegato il direttore generale – mostra che Banca Valdichiana ha una capacità di produzione di ricavi pari a 25 milioni di euro circa, grazie ad una Raccolta totale molto buona (in particolare quella diretta) e a un Credito in linea con l’anno precedente che ha mantenuto intatte le masse amministrate nonostante le difficoltà legate ad un anno di pandemia. Al netto dei costi, che sono stati pari a 19 milioni di euro circa, tra spese e ammortamenti, la Banca evidenzia una Redditività potenziale pari a 6 milioni circa”.

Parallelamente alle scelte di coverage però, il Cda di Banca Valdichiana, di concerto con la Capogruppo Iccrea, ha avviato nel 2020 un’operazione di rafforzamento ufficializzata già un anno fa e che entro pochi mesi porterà all’unione con la consorella Banca Tema, come ricordato dal Presidente Fabio Tamagnini. L’insediamento già ad aprile del Direttore generale Fabio Becherini, che ricopre lo stesso ruolo anche in Banca Tema, va già nella direzione dell’integrazione tra le due Banche in modo che, la nuova Bcc – che prenderà il nome di “Banca Tema – Terre Etrusche di Valdichiana e di Maremma Credito Cooperativo” – risulti da subito un istituto di credito non solo più forte, ma anche in grado di valorizzare ancora meglio tutte le risorse interne e di operare positivamente nel mercato e in tutti i propri territori di competenza, coerentemente con i valori fondanti del credito cooperativo.

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Economia

Ferrer Vannetti nuovo presidente di Artigiancassa nazionale

Al vertice dell’Istituto bancario di riferimento per l’intero sistema artigiano italiano che fa parte del Gruppo BNP Paribas

Paolo Castiglia

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“Una nomina che ricevo e accetto con grande piacere, per la centralità del ruolo e il contributo positivo che mi impegnerò a dare ad una struttura di grande importanza e prestigio qual è indiscutibilmente Artigiancassa, ma soprattutto un riconoscimento, di cui non posso che andare orgoglioso, per Confartigianato Arezzo, per il suo ruolo e il suo lavoro, per gli artigiani aretini e per l’interno territorio della nostra provincia”. Sono le parole di Ferrer Vannetti, presidente di Confartigianato Arezzo, che è stato eletto Presidente nazionale di Artigiancassa, a seguito dell’assemblea di oggi pomeriggio che ha rinnovato i suoi vertici.

Vannetti era vice-presidente di Artigiancassa da aprile del 2018 e subentra a Fabio Petri, arrivato a scadenza mandato. Il presidente Vannetti ha ringraziato Fabio Petri per il valido contributo professionale e personale durante il suo triennio di presidenza e ha confermato il proprio impegno, unitamente a quello del Cda, nella realizzazione del Piano Industriale 2021-2025 di Artigiancassa, per consolidarne il ruolo di Banca innovativa, cogliendo le opportunità legate alla digital transformation a beneficio delle esigenze degli imprenditori e degli artigiani, facendo evolvere le linee di business core: dai finanziamenti alla gestione della liquidità delle aziende, fino al migliore utilizzo delle agevolazioni e dei fondi pubblici per il settore.

Da ricordare che nel 1994 Artigiancassa è stata privatizzata e che nel 1996 è entrata a far parte del Gruppo BNL, con un azionariato composto per il 73,86% da BNL e per il restante 26,14% da Confartigianato, Cna, Casartigiani e Fedart Fidi. Nel 2006, insieme a BNL, è entrata a far parte del prestigioso Gruppo BNP Paribas.

“Questo mio ruolo di presidente di Artigiancassa – spiega poi Vannetti in riferimento ad Arezzo – è figlio anche di un percorso naturale di progressiva crescita nella rappresentanza che la nostra Associazione vede riconosciuta anche dalle altre importanti presenze di Confartigianato Arezzo all’interno degli organi di rappresentanza a livello regionale e nazionale”.

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Economia

Inarsind: “La mancata proroga del Superbonus 110% sarebbe fatto gravissimo”

Di queste ore la notizia che il Governo non avrebbe più intenzione di rendere attivi fino a fine 2023 gli incentivi

Paolo Castiglia

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“E’ di queste ore la notizia che il Governo non avrebbe più intenzione di prorogare al 2023 gli incentivi previsti dal Superbonus 110%. Sarebbe uno stop gravissimo”. Si esprime così Inarsind, l’associazione di tutela sindacale di Ingegneri e architetti liberi professionisti, che in una nota spiega: “Comprendiamo che una correzione del provvedimento che ponesse i cittadini nella condizione di dovere corrispondere almeno un parte del costo degli interventi, dopo mesi di slogan “tutto gratis”, possa mettere in difficoltà il Governo, ma lo stop al 2022 determinerebbe ben più gravi conseguenze a cittadini, professionisti e imprese, senza escludere i contenziosi tra le parti per tutto ciò che sarebbe destinato a restare appeso”.

“La mancata proroga – insiste Inarsind – interverrebbe in un momento in cui buona parte, forse la maggiore, delle procedure avviate si troverebbero a metà del guado: in avanzato stato di progettazione, appena presentate e/o iniziate, ma assai difficilmente in grado di arrivare al termine entro giugno-dicembre 2022”.

“Occorre tenere conto delle incertezze approfondisce l’Inarsind – modifiche, precisazioni, chiarimenti di cui la norma è stata appesantita nel suo procedere, senza essere stati in grado di costruirne un testo unico. Dopo che l’avvio ha scontato, oltre le incertezze normative, anche le difficoltà connesse alla pandemia, peraltro non ancora scomparse, nell’ultimo periodo il procedere dei lavori incontra problemi per il reperimento di materiali, a cui non è forse estranea una certa speculazione, e personale. Ma correggere è corretto, stoppare il tutto sarebbe una sciagura”.

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