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Economia

Naturalezza in bellezza, la sfida della scarpa fashion

Made in Italy/La proposta di Massimo Balbini con la nuova collezione del marchio Thierry Rabotin.

Gloria Gualandi

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Per il made in Italy di qualità dovrebbe proprio essere la stagione della ripartenza. E per l’abbigliamento una sfida importante è sempre quella delle calzature. Sfida lanciata da Massimo Balbini, come ama dire con semplicità, “fa scarpe” e il marchio è Thierry Rabotin, che sta per lanciare la nuova collezione 2022-23, “una linea di scarpe confortevoli ma contemporanee, pensate per una donna attiva che lavora e che vuole esser libera nei movimenti, con calzature create per darle la sensazione di camminare a piedi scalzi”, di fatto una scarpa antistress.

“Amo le donne concrete  – spiega  lo stesso Balbini – che amano essere eleganti e hanno un’idea personale del proprio aspetto e che non inseguono ad ogni costo le follie della moda a discapito del loro essere e delle proprie esigenze. La donna che vesto è libera e felice e immagino la mia cliente che dopo una giornata travolgente fra mille impegni rientra a casa alla sera con una bella borsa da un lato e la sporta della spesa dall’altro e si è dimenticata di avere le nostre scarpe ai piedi”. “Traggo grande ispirazione dall’arte – spiega Balbini – dalla musica e dal cinema. Ho immaginato e realizzato collezioni ispirate a Fernand Legér e Mondrian, a Tempi Moderni di Chaplin e Metropolis di Lang, Billy Idol di Flash ed Annie Lennox di DarkRoad o all OP ART di Vasarely o Victor Victoria di Blake Edwards”. Ho cominciato a lavorare nella seconda metà degli ottanta da Ugo Rossetti e Vivalei. Successivamente collaboro con DonnaKaran e Dries Van Noten, Con Armani e Les Copains ma è l’incontro con Thierry Rabotin che da una svolta alla mia vita e la mia carriera. Thierry era un uomo di valore, un artista completo, un amico di grandissima intelligenza,  e con lui lavoro alla creazione di Taryn Rose all’inizio e poi alla linea ThierryRabotin. Con Lui ed i suoi soci si inventa un prodotto che non esisteva: Confort-Style”. Balbini quindi fa anche tanta ricerca di materia prima per trovare i materiali più morbidi, leggeri  e performanti per le suole e le pelli elastiche e belle per le tomaie. Poi lo studio delle forme che devono rispettare l’anatomia e successivamente le linee che accoglieranno e avvolgeranno i piedi delle signore che vestiranno Thierry Rabotin.

Rispetto alla nuova linea va detto che il desiderio di sperimentare contraddistingue questa collezione,  dove si intravede che l mondo del cinema, dalla OP Art all’opera pittorica di Vasarely con i suoi sogni tridimensionali,  le citazioni sono molteplici. Stilisticamente è stato ricreato e reinterpretato il concetto di movimento attraverso rigorose linee geometriche, utilizzando morbidi materiali come nappe e camosci vellutati. “In questa collezione – spiega infine Balbini – abbiamo tentato di rivisitare le linee più maschili donando più austerità alle linee femminili”. Come immagine si tratta di scarpe “allacciate” che svettano su tacchi dal sapore retrò, stivali “Bikers” imbottiti dai grandi volumi si contrappongono a stivaletti con tacco, mostrando la doppia anima di una collezione che vuole rispondere a qualsiasi desiderio delle clienti. Accanto alle strutture classiche con lavorazione a “Sacchetto” è stata ampliata ulteriormente la possibilità di scelta  con nuovi tacchi in quattro altezze diverse. Esordiscono nuovi materiali come tessuti elasticizzati con pois in giochi lucidi e opachi, Jacquard zebrati con cangianti tonalità “ton sur ton”.

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Economia

In Farmacia second booster per gli Assistiti non fragili con più di 80 anni

Continua l’impegno di Federfarma per la protezione contro la pandemia

Paolo Castiglia

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Non abbassare la guardia e battersi ancora per migliorare la vita degli assistiti. E’ la scelta che hanno fatto le Farmacie private aretine che si stanno impegnando al massimo per completare il ciclo vaccinale con somministrazione della quarta dose di vaccino, il second booster alle persone anziane.

“E’ un percorso – spiega in proposito il presidente di Federfarma Arezzo, Roberto Giotti, che nasce dal giugno 2021, data dalla quale le nostre farmacie si sono impegnate, in primo tempo solo con la somministrazione del vaccino Anticovid J&J e poi dal 10 Agosto 2021 con vaccino Comirnaty-Pfizer: circa il 35% delle Farmacie Private aderenti a Federfarma Arezzo hanno contribuito decisamente e in modo determinante al miglioramento ed al raggiungimento di una percentuale ottimale della campagna vaccinale anti Covid, ma anche antinfluenzale, con somministrazioni ripetute senza limiti di età da 12 anni in poi, sia nella provincia di Arezzo che nella Asl Sudest Toscana e quindi nella Regione Toscana”.

Ora però le Farmacie sono di nuovo in campo: “Il Ministero della Sanità – spiega ancora Giotti – ha disposto e raccomandato, per completare il ciclo vaccinale, visti gli ottimi risultati ottenuti e raggiunti nella campagna vaccinale in sede Nazionale e la comparsa di varianti virali, la somministrazione della quarta dose Comirnaty-Pfizer-second booster antiCovid-19 a ospiti delle RSA per anziani, a persone con elevata fragilità per patologie concomitanti e/o preesistenti di età superiore a 60 anni e a persone di più di 80 anni, che è il range di maggior competenza vaccinale e l’unico per le Farmacie aderenti”.

“Le Farmacie quindi – conclude il presidente di Federfarma Arezzo – che aderiscono alla campagna vaccinale possono somministrare la quarta dose di vaccino second booster alle persone non fragili di più di 80anni nel dosaggio di 30 mcg in 0.3ml – la stessa dose delle precedenti – purché siano trascorsi almeno 120 giorni dalla terza dose booster.

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Economia

Inarsind: no a strumentali demonizzazioni sul Superbonus

L’associazione sindacale di categoria contro le facili generalizzazioni legate al provvedimento

Paolo Castiglia

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“Parliamo del Superbonus: il comparto edile ha conosciuto aumenti della massa salariale che non si vedevano da un decennio. Poi gli interventi legati al superbonus hanno contribuito all’aumento del PIL dell’intero Paese e all’efficientamento energetico e strutturale di un patrimonio edilizio composto da edifici energivori e inadeguati simicamente. Non solo: i compensi ai professionisti sono determinati dall’applicazione di uno specifico decreto ministeriale”. Sono parole del presidente di Inarsind, Carmelo Russo, che a nome degli ingegneri e architetti liberi professionisti che rappresenta, non accetta “la strumentale demonizzazione del provvedimento e di chi lo applica facendo un enorme servizio al Paese, alla società e all’economia nazionale”.

“I superbonus, ovvero le ormai note agevolazioni fiscali che riguardano il settore dell’edilizia, spiega infatti la nota Inarsind – sono stati oggetto di forte interesse mediatico dalla loro introduzione. In particolare alcuni autorevoli programmi hanno, fino a qualche settimana fa, posto la propria attenzione sulle frodi correlate ai bonus, facendo emergere un quadro devastante, come se la misura non stesse funzionando e fosse servita esclusivamente ad un ristretto numero di disonesti per arricchirsi ed ai professionisti, ingegneri ed architetti, per applicare esose percentuali sull’importo dei lavori”.

“A fronte di ciò – approfondisce il testo – passano invece sotto silenzio informazioni importanti poco note ai più: dalle costose polizze obbligatorie per i professionisti, alle grandi responsabilità che ricadono su progettisti e direttori dei lavori, le cui violazioni sono sanzionabili con pene pecuniarie e detentive che non hanno eguali neanche rispetto ad analoghi e/o più gravi reati. Per non dire sulle difficoltà di dovere procedere tra le incertezze interpretative di una norma che in due anni è stata modificata, in maniera significativa, ben quindici volte”.

“Non è quindi possibile accettare – conclude Russo – alcuna generalizzazione: ben vengano accertamenti e sanzioni per le violazioni, ma nel contempo si guardi con obiettività al lavoro di architetti e ingegneri, ma più in generale di tutte le professionalità coinvolte, che svolgono la propria attività con serietà e coscienza, per cogliere un’occasione di sviluppo in direzione ecosostenibile e migliorare la sicurezza dei cittadini. Chiediamo di operare in un mercato in cui il sospetto non preceda l’obiettivo accertamento dei fatti e che consenta di svolgere con serenità la professione”.

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Economia

“Arezzo Fiere e Congressi pronta al rilancio a fianco dell’imprenditoria”

Il presidente dell’Ente Fieristico aretino dopo Oroarezzo e dopo la celebrazione dell’Assemblea di ieri

Paolo Castiglia

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“Soddisfazione per la grande ripartenza sancita dal successo di Oroarezzo”, e anche e soprattutto “la consapevolezza della bontà del lavoro di risanamento di Arezzo Fiere e Congressi, che ora si presenta in grado di tornare a trainare l’impatto che il mondo produttivo e commerciale aretino può e deve avere a livello nazionale e internazionale. E ora via, quindi, ad una innovativa progettualità condivisa, che porterà alla crescita progressiva del ruolo del nostro Ente fieristico come polo decisivo di sviluppo economico e sociale”.
Sono parole del presidente di Arezzo Fiere e Congressi, Ferrer Vannetti, rafforzate dalla celebrazione dell’Assemblea dei soci dell’Ente, che si è tenuta nella mattinata di mercoledì 25 maggio subito dopo la riunione del Cda.

L’Assemblea ha approvato all’unanimità dei presenti sia il Bilancio, che si presenta in utile, sia il Piano Industriale, che prevede la realizzazione di una nutrita serie di eventi fieristici sia di impostazione tradizionale rispetto alla progettualità della Fiera, sia fortemente innovativi.

Il tutto avviene a qualche giorno dalla positiva celebrazione di Oroarezzo “da sempre fiore all’occhiello di questa struttura”, che è stato il primo evento in presenza dopo gli anni del Covid. “Il sodalizio con un partner come Ieg – spiega Vannetti in proposito – prosegue nella consapevolezza che le manifestazioni orafe di Arezzo dovranno crescere ancora e passare gradualmente ad un livello superiore, ma cosi deve essere per tutto il sistema Fiera”.
“Abbiamo lavorato tantissimo, come una squadra, tutti noi alla guida della rinnovata Fiera e stiamo continuando a farlo, con grande coinvolgimento e impegno da parte delle componenti che fanno parte del Board: Ginetta Menchetti, in rappresentanza della Regione Toscana, Alessandra Joseph che rappresenta Comune e Provincia di Arezzo e Sandra Bianchi che riveste un ruolo fondamentale per l’Ente sia dal punto di vista organizzativo e amministrativo che di strategia complessiva”.
“Il rilancio della Fiera è ovviamente soltanto iniziato con questo primo, soddisfacente passo, i dati riferiti ad Oroarezzo sono senza dubbio positivi – spiega ancora il presidente – ma ora l’obiettivo è trainare la ripresa dell’economia del nostro territorio, partendo da quello che sappiamo fare come imprenditori a tutti i livelli, produttivo, commerciale, turistico e ambientale: dobbiamo farlo valorizzando al massimo le nostre eccellenze e proiettandole in un futuro sostenibile e di sviluppo”.

In affetti come punto di “ripartenza” la quarantunesima edizione di Oroarezzo ha diffuso un sentiment di fiducia, proprio grazie alla decisiva sinergia di sistema che si è generata tra i protagonisti, con una formula dinamica fra esposizione e networking focalizzata sul concept “The Art of Manufacturing” che, pur in un calendario fitto di manifestazioni internazionali, ha attratto buyer da mercati esteri chiave e l’attenzione di nuovi compratori da quelli emergenti.

“La piena compartecipazione – secondo Vannetti – tra Fiera, città e principali istituzioni e associazioni partner, ha tracciato una prospettiva condivisa all’insegna della coesione, e una traiettoria comune di innovazione sostenibile. Inoltre Oroarezzo ha acceso i riflettori sulle novità, il design e le tendenze della manifattura a livello internazionale dimostrando ancora una volta il ruolo fondamentale della nostra manifestazione orafa”.

Cosa occorre fare ancora, per mettere tutti gli operatori che vorranno utilizzare lo spazio fieristico aretini nelle migliori condizioni? “Sempre lavorando lontano dai riflettori in questi due anni – spiega ancora Vannetti – abbiamo messo a punto sia un ampio calendario di eventi – che negli ultimi mesi è stato rallentato nella sua esecuzione dalla pandemia – sia innovazioni di grande rilievo dal punto di vista della gestione degli immobili: puntiamo alla riapertura degli spazi della Fiera ad eventi di spettacolo pubblico o anche sportivi, per portare il complesso fieristico a diventare, in pieno, un polo di attrazione sul territorio, ritrovando una funzione centrale anche per la nostra città”.

Sempre dal punto di vista dell’operatività e della riqualificazione della struttura, il Presidente ha affermato che “abbiamo in programma anche lavori che ci portino ad ottenere la completa autonomia energetica dell’immobile tramite l’implementazione dei pannelli fotovoltaici e di tutti i sistemi necessari a questo fine. Come servizi a utenti e pubblico poi è già realtà il ristorante all’interno della Fiera, che è tornato a funzionare in occasione di Oroarezzo e sarà sempre aperto”.

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