Connect with us

Cultura

“La forza del cuore di Alejandro Marmo” il nuovo libro di Maria Pia Cappello

Presentato a Roma, nella sede di rappresentanza del Parlamento Europeo

Maria Pia Cappello

Pubblicato

il

Nella Sala delle Bandiere in via IV Novembre, 149  venerdì 27 maggio alle ore 16.30 la scrittrice Maria Pia Cappello ha presentato  il libro “La Forza del Cuore di Alejandro Marmo”, pubblicato anche in inglese e spagnolo da GRAUS Edizioni.

L’evento si è svolto con la presenza eccezionale di S.E. Ambasciatore Dott. Roberto Carlés dell’Ambasciata Repubblica Argentina.Sono intervenuti il maestro Alejandro Marmo, Luca Nitiffi, Funzionario Europeo, il Dott. Giovambattista Mollicone, Past Governatore Rotary International, il Dott. Pietro Graus CEO e founder di Graus Edizioni e la Prof.ssa Fabia Baldi, Dirigente Scolastica.

La scrittrice Maria Pia Cappello ha analizzato sia la scultura che la pittura di Marmo evidenziando le caratteristiche del suo linguaggio artistico: la profonda spiritualità, la fede, la tradizione, l’arte del recupero degli oggetti e l’assemblaggio.

La tematica spirituale è trasmessa come uno slancio verso un mondo ideale, un moto ascensionale, un volo quasi mistico.  Marmo analizza l’impotenza dell’uomo davanti alla grandezza dell’universo e si percepisce la consapevolezza della frammentarietà delle vanità terrene e l’idea che il potere della salvezza possa superare la paura e la sofferenza. I cuorirealizzati con il ferro o altro materiale possono essere considerati emblemi internazionali, simboli di amore e pace. Marmo Instaura una originale, sapiente e artigianale arte che coglie e rappresenta l’evoluzione della società.

La scrittrice ha poi parlato della corrente artistica, filosofica e poetica  da lei denominata Scartismo che certamente si riferisce al recupero di oggetti e materiali che trasmettono una inconfondibile e innovativa “poetica del rottame, dello scarto” perché trasmette la meraviglia delle metamorfosi analizzate nel suo primo libro (Metamorfosi Spirituali di Alejandro Marmo), ma si intende anche che ciò che è imperfetto, sbagliato, vecchio, brutto nasconde una luce meravigliosa, una rara scintilla di bellezza capace di risplendere e trasformarsi se viene considerata e svelata. E’ la metafora della considerazione, del cambiamento, della rinascita e della metamorfosi collegata all’uomo. Gli “scarti” possono sempre vivere una seconda stagione, diventare metafore e simboli perché la vita offre molte opportunità e ognuno può diventare un’opera d’arte.

L’ambasciatore Carlés ha espresso la soddisfazione di presenziare all’evento evidenziando come Alejandro Marmo sia un artista molto importante e conosciuto in Argentina sia per la funzione sociale delle sue opere d’arte che per aver rappresentato figure importanti della storia argentina come Evita Peron. Ha inoltre sottolineato l’importanza del recupero dello “scarto” nella creazione artistica di Marmo e la consonanza con Papa Francesco nel recupero e coinvolgimento dei soggetti emarginati dalla società. Luca Nitiffi ha ribadito la necessità che il cittadino senta le istituzioni vicine, testimoniato anche dal fatto che la presentazione si è svolta nella sede del Parlamento Europeo. L’arte diventa tramite tra le istituzioni e i cittadini e l’opera di Marmo è in perfetta consonanza con l’educazione all’economia circolare, basata sul recupero e il riciclo degli scarti nell’ottica di un rispetto concreto per l’ambiente. La Prof.ssa Baldi ha esposto un’analisi critica sul libro di Maria Pia Cappello focalizzando i principali temi dell’artista Alejandro Marmo, la sua poliedricità artistica ed il profondo  valore sociale ed evangelico delle sue opere. Il Dott. Mollicone ha presentato la scrittrice parlando dei numerosi libri d’arte ricordando che sono presenti nel database del MoMa di New York e nel Museo AGO di Toronto. Ha altresì ricordato dei riconoscimenti che ha avuto durante la sua carriera. Il Dott. Mollicone ha poi presentato il maestro Alejandro Marmo, lo scultore degli scarti del mondo. Da qui la corrente artistica dello Scartismo individuata dalla scrittrice Cappello. Poi ha parlato della sua amicizia con Papa Francesco e ha messo in evidenza che Marmo ha sviluppato il suo talento improntato sulla fatica e il sacrificio vivendo la creazione artistica come la viveva Michelangelo. Ha sottolineato l’importanza del progetto denominato “Arte nella fabbrica” che ha creato per coinvolgere operai senza lavoro, giovani con problemi di tossicodipendenza e studenti delle periferie più problematiche della capitale argentina. L’editore dott. Graus ha espresso l’augurio che il libro sia divulgato nel mondo anche perché scritto in tre lingue, mentre Il Maestro Alejandro Marmo ha ringraziato la scrittrice Maria Pia Cappello per aver dato voce alla sua arte ed alla sua missione sociale attraverso i suoi splendidi libri, Metamorfosi Spirituali e La Forza del Cuore.

Il libro La Forza del Cuore è una metafora di bontà, fratellanza, salvezza, solidarietà, conforto, aiuto e coraggio nel Terzo Millennio.  Infatti, la missione artistica di Marmo è quella di creare un’arte che sia inserita nello spirito della pace e dell’armonia tra i popoli.

Laureata in Lingue e Letterature straniere, scrittrice prevalentemente di libri d’arte. Autrice dei libri “Amore e Pace”, “Spirituali metamorfosi di Alejandro Marmo”, “La poesia nell’arte”, “Il volto e l’anima nelle sculture di Ernesto Lamagna”, “Tratti poetici”, “Mark Kostabi tra suono e solitudine”, “Jago- Rinascimento del Terzo Millennio”, “Rigeneranti contemplazioni di Roberto Gabrieli”. Ha tradotto i libri in inglese. Ha presentato i libri a Roma, Venezia, Londra, Toronto, Washington. Cerco sempre di sorridere e di aiutare tutti. Sono cattolica. La mia scrittura è finalizzata a trasmettere emozioni e messaggi di fratellanza, solidarietà e sensibilità.

Cultura

Esotika: un successo crescente che tornerà a settembre

Con quasi 15.000 visitatori l’evento si conferma come una delle più importanti manifestazioni pet del nostro Paese

Paolo Castiglia

Pubblicato

il

“A distanza di 3 giorni dalla sua chiusura, l’eco di Esotika Pet Show di Arezzo, il salone nazionale degli animali esotici e da compagnia, riecheggia ancora nelle orecchie degli appassionati”. Sono parole dell’organizzatore Daniel Baiocco, reduce dalle fatiche di questo partecipatissimo evento che si è tenuto presso Arezzo Fiere e Congressi e che ha monopolizzato, con le sua presenze e le brillanti iniziative interne dedicate agli animali, lo scorso weekend aretino e non solo.

“Arezzo – continua Baiocco – ha dimostrato anche stavolta di essere la città che unisce il Nord e il Sud dell’Italia, anche grazie ad una manifestazione a cui hanno partecipato oltre 130 espositori provenienti da ogni parte del Paese e anche dell’Europa e che ha visto la presenza di quasi 15.000 visitatori: ecco quindi che Esotika Pet Show si conferma come una delle più importanti manifestazioni pet del nostro Paese, visto che conta ormai ben quindici edizioni che si svolgono su tutto il territorio nazionale”. La professionalità e la dedizione degli organizzatori hanno portato infatti alla realizzazione di eventi, gare ed esibizioni che hanno divertito e appassionato il pubblico presente.

“Siamo lieti – insiste l’organizzatore – di annunciare che il prossimo 14 e 15 settembre si terrà la seconda edizione di Arezzo, già sold out per gli espositori che hanno deciso di riconfermare la loro presenza per questa nuova avventura. E siamo fieri del fatto che anche le istituzioni territoriali, come Asl e Carabinieri, hanno riconosciuto l’impeccabile gestione della fiera non riscontrando alcuna irregolarità”. “Arezzo Fiere e Congressi – dichiara a sua volta il presidente di Arezzo Fiere, Ferrer Vannetti – mette volentieri a disposizione le sue strutture per ospitare questa importante manifestazione, che unisce gli appassionati del settore e il rispetto per gli animali nel senso più pieno e compiuto. Un connubio vincente che ci fa già immaginare il successo annunciato dell’edizione del prossimo settembre”

Continua la lettura

Cultura

“Esotika Pet Show”: un weekend di festa per la famiglia

Il 24 e 25 febbraio torna ad Arezzo Fiere e Congressi il Salone Nazionale degli Animali Esotici e da Compagnia

Redazione Foritalynews

Pubblicato

il

Torna ad Arezzo Fiere e Congressi “Esotika Pet Show”, il Salone Nazionale degli Animali Esotici e da Compagnia. Appuntamento il 24 e 25 febbraio con un ricco programma di eventi dedicato al mondo dei Pet, per gli operatori del settore ma anche per appassionati e soprattutto per i più piccoli, che potranno conoscere gli animali da vicino e imparare a prendersene cura.

“Anche questa edizione, che verrà riproposta a settembre – spiega Ferrer Vannetti, presidente di Arezzo Fiere e Congressi – sarà una grande festa, dedicata ad appassionati e alle famiglie. I visitatori troveranno un ambiente caratterizzato da diverse tipologie di piante, animali da ammirare e perché no, anche da accudire”. “E’ un evento – spiega ancora Vannetti – che noi di Arezzo Fiere e Congressi, ospitiamo sempre con grande piacere e che testimonia la duttilità espositiva del nostro Ente fieristico. Una ‘due giorni’ rivolta al grande pubblico che esprime, ancora una volta, come sia in atto il definitivo rilancio della Fiera Espositiva, in piena sintonia con le forze produttive, associative e di rappresentanza del nostro territorio a tutti i livelli”.

In riferimento ad Esotika, poi c’è da dire dell’attualità e della pertinenza di questo evento, tenendo conto che il 44,7% delle famiglie italiane vive ormai con almeno un animale domestico. La manifestazione si propone infatti di contribuire alla promozione di una cultura del rispetto verso gli animali domestici e non, grazie alle aree didattico/educative tra cui la “fattoria didattica” e alla presenza di alcuni dei massimi esperti di Acquariofilia, Erpetologia, Entomologia, Ornicultura e così via.

Animeranno la fiera varie esposizioni, da quella internazionale canina, alle dimostrazioni di falconeria, Disc Dog e obedience. Si potranno poi acquistare animali da compagnia, ma anche ammirare pesci, tartarughe, porcellini d’india, pappagalli, carpe Koi, piccoli mammiferi come criceti e ricci, rettili, anfibi e roditori. Tutto questo supportato da sezioni giornaliere di terrascaping e aquascaping.

In fiera si potranno poi trovare le ultime novità del settore per quanto riguarda gli accessori, la mangimistica, i complementi d’arredo e tutto il necessario per la cura degli animali domestici. Un’occasione, quindi, per le famiglie e gli appassionati, di scoprire il fantastico mondo del Pet, ma anche di apprendere il modo più corretto di avvicinarsi e relazionarsi con il proprio piccolo amico e sviluppare ulteriormente con consapevolezza rinnovata la propria passione

Continua la lettura

Attualità

“Il quarto dito di Clara” indica il dramma degli Schumann

Scritto e diretto da Luca Archibugi, protagonisti Pippo Di Marca e Veronica Zucchi, dal 30 gennaio al 4 febbraio in scena al Teatro Tordinona di Roma

Paolo Castiglia

Pubblicato

il

L’evento teatrale “Il quarto dito di Clara” è ispirato alla vita e all’opera di Robert e Clara Schumann e al progressivo scivolamento del grande musicista – che alcuni ritengono “il più grande di tutti i tempi” – nella follia, a causa di disturbi nervosi provocati forse dalla sifilide, dall’alcolismo, o da un grave disturbo bipolare, il tutto unito a una melanconia senza rimedio. Robert si fascia l’anulare della mano destra per un lungo periodo, nell’intento di rafforzarlo, ma il quarto dito rimane semiparalizzato. Non gli resta – come ripiego paradossale – che la composizione.

Nel titolo, il quarto dito è quello di Clara: l’autore e regista, infatti, crea un’identificazione fra Robert e Clara Schumann. Nell’opera, accanto a Robert Schumann, emerge una gigantesca figura di donna, Clara Wieck: grande pianista – la più celebre dell’Ottocento – divenuta moglie di Robert, dopo un tormentato amore osteggiato dal padre di lei. Dopo le vessazioni del padre, una volta divenuta moglie, non terminano per lei frustrazioni e dolori. Le viene impedito di suonare il pianoforte quando Schumann compone, di andare in tournée, di dare concerti – ha otto figli – e quando riesce ugualmente ad allontanarsi, il marito si fa prendere dalla malinconia e si dà al bere. Robert viene internato in manicomio e due anni dopo, senza che Clara, che intanto vive sotto lo stesso tetto di Johannes Brahms, sia mai andata a trovarlo, si lascia morire di inedia.

Per gli storiografi, a tutt’oggi, è assai improbabile che la relazione fra Clara Schumann e Johannes Brahms fosse altro che platonica. In questa rappresentazione l’unione di Robert e Clara appare come una sorta di unione mistica. “Il mio personaggio” – spiega una dei due protagonisti, Veronica Zucchi (Clara/Robert), in una recente intervista – è quello di una anonima paziente psichiatrica che ritiene di essere Robert e Clara insieme: vive come ingabbiata in una sorta di amore cristallizzato, esclusivo, che però non è solo una prigione, ma è soprattutto una salvezza, un’illusione salvifica. Ad un certo punto, lo psichiatra che l’ha in cura, Secondo Filetti (Pippo Di Marca), sprofonderà anch’egli in un’illusione di bellezza eterna: “Quel grande amore che lei si è addossata sfida il deperimento, la caducità, e lei, insieme, porta i due amanti in salvo, liberati dal fardello di una vita troppo breve. Io non riesco a guardarla e a rimanere passibile. Lei ha ragione, vorrei sprofondare anch’io in questa illusione (…) E che tutti diventino Clara e Robert, l’amore, l’amicizia, il conforto”.

Ecco, da un lato l’autore e regista Luca Archibugi ha voluto restituire l’eccezionalità di questo amore; dall’altro, tutto il testo è almeno doppio, raddoppiato o, addirittura, triplicato: Clara è anche Robert e l’anonima paziente; lo psichiatra Secondo Filetti è anche – per Clara/Robert – Franz Richarz, lo psichiatra che ebbe in cura Robert Schumann nel manicomio di Endenich.

Continua la lettura
Advertisement

Facebook

Tweets

Siti partner

I più letti