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Benessere

Sostanze allucinogene per combattere ansia e depressione

Secondo un articolo del Journal of Contextual Behavioural Science la somministrazione controllata di sostanze psichedeliche può aumentare la flessibilità psicologica e ridurre sintomi come depressione e ansia

Marco Matteoli

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La ricerca ha dimostrato che gli psichedelici somministrati durante le sedute di psicoterapia possono aiutare le persone con depressione e ansia, tuttavia i meccanismi alla base di ciò non sono ancora completamente chiari.

Premesso che parliamo di un utilizzo controllato all’interno di un percorso psicoterapico condotto da professionisti, l’autore dello studio Alan K. Davis, assistente professore presso la Ohio State University riporta quanto segue: “nuove evidenze supportano la possibilità che la teoria della flessibilità psicologica potrebbe accompagnare la pratica clinica di psicoterapia con l’utilizzo di sostanze con effetto psichedelico”.
“Abbiamo condotto questo studio per testare la teoria secondo cui gli psichedelici aumenterebbero la flessibilità psicologica di una persona e che tali cambiamenti sarebbero associati a miglioramenti nella sua condizione di depressione / ansia”.

La flessibilità psicologica definisce la capacità di connettersi con il momento presente e gestire i propri sentimenti. Le persone con un alto grado di flessibilità psicologica tendono a non essere d’accordo con affermazioni rigide come “temo di non essere in grado di controllare le mie preoccupazioni e sentimenti” e “i miei ricordi dolorosi mi impediscono di avere una vita appagante”.
I ricercatori hanno esaminato 2.120 persone che avevano fatto uso di farmaci psichedelici, come psilocibina, LSD o DMT. Di questo campione, 985 partecipanti hanno indicato di aver vissuto una esperienza psichedelica che ha modificato loro lo stato di ansia o depressione, con intuizioni psicologiche significative e tendevano a riferire una maggiore flessibilità psicologica dopo l’esperienza.

 “La flessibilità psicologica riguarda l’essere aperti alle proprie esperienze momento per momento, essere presenti nella propria vita e fare ciò che conta di fronte a barriere oppure a ostacoli, compresi quelli emotivi” ha detto Davis a PsyPost. “Dovremmo considerare di applicare questo approccio terapeutico alla psicoterapia al fine di massimizzare i possibili effetti positivi del trattamento.”
Lo studio rappresenta solo un primo passo per comprendere queste relazioni, ha aggiunto Davis. “Dobbiamo condurre studi a lungo termine in ambienti di laboratorio al fine di stabilire ulteriormente questa teoria”.

È importante, anche se ovvio, sottolineare il fatto che lo studio non esorta all’utilizzo ludico di sostanze allucinogene ma, come già evidenziato in apertura, fa riferimento a un utilizzo controllato all’interno di un percorso psicoterapico condotto da professionisti. L’utilizzo sconsiderato di sostanze allucinogene, infatti, come LSD, Psilocibina o Mescalina può causare, in soggetti vulnerabili, turbe psichiche e stati ansiosi tali da poter portare, addirittura, il paziente al suicidio.

FONTE

Davis, A., Barrett, F. and Griffiths, R. (2020). Psychological flexibility mediates the relations between acute psychedelic effects and subjective decreases in depression and anxiety. Journal of Contextual Behavioral Science, 15, pp.39-45.

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Benessere

Le fibre: davvero molto preziose per il nostro organismo

Lo spiega Massimiliano Varriale, proctologo, chirurgo del Sandro Pertini di Roma

Redazione Foritalynews

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Le fibre sono la componente in cellulosa delle piante: quelle alimentari, in particolare, sono le componenti in cellulosa presenti variabilmente, all’interno dei vegetali commestibili. Costituiscono la parte inassimilabile del vegetale ingerito. Nell’apparato digerente umano, infatti, non essendo presente come per quello dei ruminanti l’enzima capace di scindere la cellulosa, le fibre transitano senza essere assimilate e senza fornirci calorie o altre sostanze nutritive. Per questo, in fisiologia umana, si identifica come fibra la parte degli alimenti vegetali che non viene degradata dagli enzimi digestivi.
Sembrerebbe quindi che le fibre siano nemiche del nostro organismo, tutt’altro! Esse, se usate oculatamente e dosate su ogni persona, non provocano affatto danni, anzi, come spiega il prof. Massimiliano Varriale, proctologo, chirurgo del Sandro Pertini di Roma: “Le fibre svolgono tre azioni importantissime per il buon funzionamento del nostro apparato digestivo: richiamano acqua, contribuendo ad ammorbidire le feci e a facilitarne il transito; aumentano il volume delle feci, stimolando la motilità intestinale e favorendo l’evacuazione; puliscono a fondo le pareti intestinali, come fossero una scopa di saggina”.

Tali fattori fanno sì che il tempo di stasi della massa fecale sia molto più breve rispetto a chi ha una dieta priva o povera di fibre, favorendo conseguentemente una più rapida espulsione dei prodotti di scarto, delle tossine e un minor contatto di prodotti dannosi con la mucosa intestinale. Tutto ciò aiuta anche nella prevenzione dei tumori della parte finale dell’intestino. Diverse ricerche stabiliscono la necessità di 25-30 grammi giornalieri, ma senza stare a fare strani calcoli, diciamo che una buona introduzione di verdura e frutta ci garantirà la quota.

“Un’ottima fonte di fibre è costituita – spiega Varriale – dai cereali integrali, dalla frutta secca e dai legumi, oltre che da frutta e verdura. Le fibre alimentari sono da preferire alle fibre pronte da acquistare in farmacia: le bustine contenenti fibre estratte chissà come e pagate a caro prezzo non sono in alcun modo migliori di una bella insalata fresca o di una bella porzione di frutta!”

È evidente che, purtroppo, il nostro organismo non è più abituato a lavorare in certe condizioni. Immettendo sempre di più prodotti confezionati, ricchi di zuccheri raffinati, e tanti prodotti carnei, contribuiamo a far sì che il nostro apparato digestivo si “dimentichi” del beneficio di questi spazzini naturali.

Chi ha problemi di stipsi deve necessariamente inserire nella propria alimentazione il giusto apporto di fibre cominciando con dosi minime, per poi proseguire gradualmente e annotando le varie conseguenze fisiche che questa reintroduzione susciterà. Anche per chi non abbia particolari problemi di stitichezza, quando e se ci si renda conto di consumare poca frutta e verdura, si dovrebbe cominciare a porre gradualmente rimedio.
Una volta arrivati, poco per volta, al giusto regime di consumo, come si potrà comporre un pasto ben bilanciato? Alcuni consigli ancora da Varriale: “Introdurre nella dieta un pasto di legumi, bilanciato con cereali per avere il giusto apporto di proteine, almeno tre volte a settimana, poi iniziare con dei passati, per evitare che la buccia, dei fagioli in particolare, ricca di fibre ma per alcuni indigesta, possa creare gonfiori, soprattutto se associamo i legumi ad altre proteine animali o a frutta. Sono da prediligere cereali integrali in chicchi alternandoli alla solita pasta: se proprio non ci piace il gusto, proviamo con chicchi decorticati o perlati, sebbene in quest’ultimo caso le fibre siano in quantità minore”.
“E’ bene poi consumare come spuntino – conclude l’esperto – carote, sedani e finocchi, ma anche frutta secca e semi oleosi, fonti di vitamine e grassi polinsaturi. Grazie a tali semplici accorgimenti si potrà rapidamente raggiungere un consumo ottimale di fibre che, a catena, genererà una serie di benefici difficilmente raggiungibili consumando snack pronti, pasti precotti o prodotti da farmacia”.

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Benessere

Quando il vino diventa evento e promozione culturale

D.Wine, evento esperienziale di enogastronomia, divertimento, conoscenza, socializzazione, business e arte

Gloria Gualandi

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Il vino ha un ruolo sociale importante. E’ un’emozione che non si ferma alle Fiere e alle degustazioni di promozione di questa vera e propria eccellenza mondiale italiana, ma ora diventa anche evento. Tutto nasce da questa idea di base che pian piano prende la forma di after work itinerante, dedicato appunto al mondo del vino, che coniuga con successo intrattenimento ed enologia.

Incontrando D.Wine si esplorano queste nuove frontiere, l’idea innovativa è stata quella di partire dal settore eventi fino ad arrivare ad un’enoteca online, che è di fatto  un’opportunità per scoprire il mondo dell’enogastronomia e della cultura in genere, ma anche dell’arte, della musica, del design, della moda, della bellezza, del benessere, dello sport e altro ancora attraverso esperienze sempre diverse. La scelta mirata ed efficace di D.Wine è quindi quella di coinvolgere le persone con percorsi degustativi e sensoriali divertenti e insieme consapevoli.

D.Wine nasce dalla passione per il vino e appunto dall’amore per la cultura in ogni sua forma. Oggi rappresenta un punto di riferimento e d’interazione per diverse realtà soprattutto Made in Italy, garantendo al pubblico molteplici opportunità, che spaziano dal divertimento alla conoscenza, dalla socializzazione al business, alla cultura. I suoi fondatori, Michele con un solido background di importanti esperienze nel settore intrattenimento e Genny che punta sulla sua creatività, sono stati pionieri nel riconoscere questi aspetti complessivi del vino,  rendendolo elemento fashion attraverso le caratteristiche di tradizione, qualità e iconicità che ormai lo contraddistinguono.

I protagonisti spiegano che allo stato attuale realizzano winevents tematici unici per il pubblico anche in occasione di eventi sartoriali per privati ed aziende come After-work, Wine dinner e light wine dinner, Wine digital Exp, Tasting, Outdoor wine events, Wineries tour,  Corporate/private wine exp (blind events, team building, challenge) Smarter wine exp (easy accademy) ed  Emotional D.Wine box

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Benessere

Le Farmacie pronte al ritorno alla gestione completa del Cup

Dopo la ‘guerra di trincea’ combattuta contro il Covid-19

Paolo Castiglia

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“Sempre in prima linea come punta avanzata sul territorio del Servizio Sanitario Nazionale, e ora, dopo la ‘guerra di trincea’ combattuta contro il corona virus, siamo pronti al ritorno alla gestione del Cup e attendiamo il via libera regionale alla sperimentazione effettiva della riforma che ci porterà alla realizzazione della tanto attesa Farmacia dei Servizi, strumento fondamentale a servizio dei cittadini”.

Sono parole del presidente di Federfarma Arezzo, Roberto Giotti, che, proprio a proposito del Cup, spiega che “le Farmacie Private di Federfarma di tutta la Provincia di Arezzo sono state sempre per la gran parte – di fatto l’80 per cento delle circa 100 farmacie private aretine –  operative e a disposizione dei cittadini per la gestione dei Cup, quindi per la prenotazione, la disdetta o lo spostamento di visite specialistiche ed esami strumentali e diagnostici, oltre che per il pagamento dei ticket per le prestazioni ricevute e l’attivazione delle tessere sanitarie TSE”.

“Passa dalle nostre Farmacie – spiega ancora Giotti – circa il 40% di tutte le prenotazioni per le visite specialistiche, e riattivare il collegamento diretto con il servizio sanitario permetterà ai nostri utenti-pazienti di conoscere in tempo reale la disponibilità di posti, la sede in cui verrà erogata la prestazione, e la data e l’ora fissate per l’appuntamento. Il tutto con la stampa di un documento che accerterà la prenotazione e l’eventuale pagamento del relativo ticket”.

“Il servizio Cup delle Farmacia  – spiega Giotti – è ripreso dai primi di giugno su invito e richiesta concordata con la Direzione Generale della Asl Toscana Sud-Est per ora limitato alle sole richieste di prestazioni urgenti (U) e a breve termine entro 10 giorni (B), favorendo lo smaltimento delle prestazioni pregresse ancora da evadere gradualmente da parte delle strutture della ASL che si sono accumulate durante il lockdown pandemico. La Direzione Generale della ASL ci ha recentemente comunicato che la piena attività del CUP riprenderà a pieno regime, se pur gradualmente, dalla metà di Giugno”.

“La riattivazione completa del Cup  – approfondisce Giotti – rappresenta quindi il primo passaggio per la graduale ripresa anche dei servizi socio-sanitari offerti dalle Farmacie dopo la gestione, professionale e attenta e socialmente consapevole, dell’epidemia che sta pian piano rallentando di intensità.

“La Farmacia infatti – afferma ancora il presidente – proprio nel pieno della crisi, ha confermato ogni giorno, affrontando la grave emergenza sanitaria, il proprio compito come presidio territoriale sempre aperto ed accessibile e quindi indispensabile del Servizio Sanitario. Tutto ciò ha rappresentato e rappresenta anche un ulteriore esempio del ruolo fondamentale e crescente che le Farmacie Private, e i professionisti della salute che sono anche i Farmacisti, rivestono garantendo ai nostri utenti-pazienti risposte professionali e concrete su tutti il territorio provinciale in modo capillare, anche di fronte alla seria minaccia per la nostra salute che abbiamo vissuto nei mesi scorsi, anche per l’ irreperibilità e la mancanza dei Dispositivi di Protezione Individuale da parte dei colleghi, alcuni dei quali si sono ammalati gravemente ed, a livello Nazionale, si sono registrati purtroppo diversi decessi”.

Per tutto ciò premesso, quindi, il presidente di Federfarma Arezzo chiede con forza “l’avvio della sperimentazione della Farmacia dei Servizi che era stato fermato a seguito dell’emergenza Covid19, emergenza che ha confermato, se mai ce ne fosse stato ancora bisogno, il ruolo decisivo della Farmacia stessa come avamposto di prossimità sul territorio del Servizio Sanitario Nazionale”.

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