Connect with us

Attualità

Da Israele buone notizie sul fronte vaccini

Come riporta la prestigiosa rivista Lancet, una sola dose del vaccino Pfizer-Biontech potrebbe avere un’efficacia dell’85% (a partire dal 15° giorno) nel limitare le infezioni sintomatiche.

Marco Matteoli

Pubblicato

il

Nel dicembre 2020, il governo Israeliano ha approvato il vaccino BNT162b2 COVID-19, ed ha iniziato una campagna di immunizzazione di massa, dando la precedenza agli operatori sanitari. Questa campagna è coincisa con la terza ondata di CoViD-19, con un picco tra il 10 e il 16 gennaio 2021.

E’ stato fatto uno studio retrospettivo su una coorte di 7214 operatori sanitari dello Sheba Medical Centre, vaccinati entro il 24 gennaio 2021, tra questi, 5505 (91%) hanno ricevuto anche la seconda dose entro il termine stabilito.

Tra tutti questi soggetti arruolati, 170 hanno contratto l’infezione da SARS-CoV-2 nel periodo compreso tra il 19 dicembre 2020 e il 24 gennaio 2021, tra questi, 99 hanno riportato sintomi e sono stati etichettati come casi di CoViD-19.

Dei 170 infetti, 89 (52%) hanno contratto il virus prima di essere stati vaccinati, 78 (46%) sono risultati positivi dopo la prima dose, e tre (2%) sono risultati positivi dopo la seconda dose.  Un confronto dei tassi di malattia tra i vaccinati e i non ancora vaccinati ha mostrato una riduzione del rischio del 47% (IC 95% 17-66) e dell’85% (71-92) rispettivamente per i giorni 1-14 e 15-28 dopo la prima dose.

I dati riportati dall’articolo mostrano sostanziali riduzioni precoci dell’infezione da SARS-CoV-2 e tassi di COVID-19 sintomatici sin dopo la prima somministrazione della dose di vaccino. Le riduzioni anticipate dei tassi di COVID-19 forniscono supporto per ritardare la seconda dose nei paesi che devono affrontare carenze di vaccini e risorse scarse, in modo da consentire una maggiore copertura della popolazione con una singola dose. È tuttavia  necessario un follow-up più lungo per valutare l’efficacia a lungo termine di una singola dose per informare una seconda politica di ritardo della dose.

La Pfizer ha inoltre da poco divulgato un aggiornamento nel quale sostiene che il vaccino Pfizer-Biontech si potrebbe conservare anche a -20°C (±5°C) per 2 settimane anziché agli attuali -70°C (±10°C). Una temperatura di 50 °C che può fare un’enorme differenza nella distribuzione e nella logistica (https://www.pfizer.com/news/press-release/press-release-detail/pfizer-and-biontech-submit-covid-19-vaccine-stability-data)
La rivista New England Journal of Medicine inoltre, analizzando il vaccino “Moderna”, ha riportato uno studio nel quale di dimostra che la risposta immunitaria dopo 4 mesi dal vaccino a mRNA Moderna potrebbe essere più forte che non dopo 35 giorni dall’infezione naturale. 


Fonti:
https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(21)00448-7/fulltext
https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMc2032195http://www.salute.gov.it/portale/malattieinfettive/dettaglioFaqMalattieInfettive.jsp

Attualità

La “non notizia” delle persone infettate nonostante la prima dose di vaccino

Come riportato dai numerosi articoli scientifici fino ad ora pubblicati, il vaccino contro il virus SARS-CoV2 è considerato efficace a partire dal settimo giorno dopo la seconda dose.

Marco Matteoli

Pubblicato

il

Come pubblicato dal New England Journal of Medicine il  31 dicembre 2020, e come evidenziato dall’EMA (European Medicince Agency), il vaccino a mRNA BNT162b2, nome commerciale Comirnaty della Pfizer-Biontech, inizia a costruire una risposta immunitaria a partire da 12° giorno dopo la somministrazione della prima dose, per diventare a tutti gli effetti operativo, con una efficacia del 94,6%  dopo sette giorni la seconda somministrazione (nei soggetti di età superiore a 16 anni), che da protocollo deve avvenire ventuno giorni dopo la prima.

Una efficacia del 94,6% va intesa rispetto lo svilupparsi di malattia e di sintomi gravi, non rispetto la possibilità di infettarsi, pertanto infezioni occasionali lievi o senza sintomi sono possibili anche dopo la copertura della vaccinazione.

Un individuo può dunque contrarre l’infezione ed ammalarsi entro un mese a ridosso dell’avvenuta vaccinazione, poiché il sistema immunitario non è ancora debitamente protetto; nei casi riportati nelle ultime ore sul web inoltre, non bisogna dimenticare che il virus SARS-CoV2 ha un periodo di incubazione di circa due settimane, dunque i casi che risultano positivi una settimana dopo la prima dose di vaccino sono presumibilmente stati infettati da prima.

La possibilità che il vaccino possa trasmettere l’infezione non è da contemplare, poiché, grazie alla sua costituzione, non è in grado di produrre il virus nella sua interezza, ma solo una piccola parte, utile per “addestrare il sistema immunitario”, ma non sufficiente per determinare una infezione.

Leggi l’articolo originale del NEJM

https://www.nejm.org/doi/pdf/10.1056/NEJMoa2034577?articleTools=true&fbclid=IwAR3iAO0504LMW161zXSo9fN0hRAH-gWzKDMWD7fhjzA70boYjIOk5qYV_ZY

Leggi  il riassunto delle caratteristiche del prodotto stilato dall’EMA

https://www.ema.europa.eu/en/documents/product-information/comirnaty-epar-product-information_it.pdf?fbclid=IwAR2WReIi8SUzVA0lymS2cdRqVpgZL17Dp5p7rBrpvBl0wmSz28lsI4u7eEY

Continua la lettura

Attualità

Buon anno da 4ItalyNews!

Un arcobaleno: Benelux del 31 dicembre 1970
di Gianni Rodari

Mario Russo

Pubblicato

il

Auguriamo a tutti un sereno Anno Nuovo usando le parole di Gianni Rodari scritte il 31 dicembre 1970, ma che sembrano scritte oggi.

AUGURI A TUTTI!

Da 4ItalyNews

Avevamo cominciato a scrivere queste righe per farvi gli auguri di Capodanno, che il cielo, come fa spesso in questi giorni, era disperatamente tetro. A un tratto dal terrazzo del Ministero dell’Aeronautica, che occupa
una parte della nostra finestra al giornale, abbiamo visto venir su l’arcobaleno. Tempo dieci secondi, il cielo s’è fatto d’un azzurro quasi estivo.

Via il primo foglio, sotto un altro, ricominciamo da capo. Un arcobaleno è un segnale troppo prezioso per lasciare che si disperda con le nuvole che l’hanno portato. Acchiappiamolo per la coda, teniamolo stretto. Sarà uno scherzo ottico, ma prendiamolo per un buon augurio. Come ponte su cui far camminare le nostre speranze è un po’ fragile: prendiamolo allora come un invito a costruire ponti più robusti su cui possano marciare la giustizia e la pace.

Stiamo passando il periodo delle feste di fine d’anno tra una tempesta di
notizie angosciose. E il mondo è fatto oggi in modo – l’informazione è tanto
rapida e universale – che nessuno può più far finta di non sentire e di
non sapere. (…) Se auguriamo al mondo di uscire da questo periodo buio per imboccare una strada nuova, non ci aspettiamo la realizzazione del nostro augurio dall’arcobaleno.

Il 1971 sarà come noi lo faremo con le nostre mani, o come permetteremo ad altri di farlo, in nostra assenza, a nostro danno. Quando ogni uomo si sentirà responsabile di ciò che accade in ogni angolo della terra, non ci sarà bisogno di arcobaleni per cominciare a sperare.

Buon anno 1971… pardon 2021!

Continua la lettura

Attualità

Quanto è aggressiva la variante inglese del virus SARS CoV2?

Il governo olandese ha deciso di sospendere tutti i voli da e per il Regno Unito dal venti dicembre fino al primo gennaio 2021 a causa di una mutazione del virus del CoViD-19

Marco Matteoli

Pubblicato

il

Come pubblicato dal British Medical Journal il 16 dicembre 2020, questa nuova variante è stata chiamata VUI-202012/01, generata da una serie di mutazione (diciassette mutazioni), una delle più significative a carico di N501Y nella proteina spike, la proteina che il virus utilizza per legarsi al recettore ACE2 umano. Questa mutazione può incrementare la velocità di diffusione del virus tra gli esseri umani, incrementandone dunque l’infettività, ma non la gravità dei sintomi.

Al giorno 13 dicembre 2020, sono stati identificati nel Regno Unito 1108 casi con questa variante in quasi 60 diverse autorità locali.

Matt Hancock, segretario di stato per le politiche sanitarie e sociali, e membro del “conservative party”, il 14 dicembre ha dichiarato alla “house of commons” inglese, che l’analisi iniziale ha mostrato che la nuova variante “potrebbe essere associata” al recente aumento dei casi nel sud-est dell’Inghilterra.

Nel frattempo le misure urgenti emanate dal governo inglese hanno stabilito che potranno rientrare in Italia da Londra solo i residenti e chi ha comprovate necessità, saranno comunque necessari due tamponi, uno prima e uno dopo, e la quarantena di 14 giorni.

Per quanto riguarda la protezione garantita dai vaccini, come ribadito da Sharon Peacock, direttrice del  COVID-19 Genomics UK Consortium, la nuova variante virale ha mutazioni alla proteina spike che i tre vaccini principali stanno prendendo di mira.

Poiché l’obiettivo di questi nuovi vaccini è produrre anticorpi contro molte regioni nella proteina spike, è improbabile che un singolo cambiamento possa rendere il vaccino meno efficace.

Nel corso del tempo, man mano che si verificano più mutazioni, il vaccino potrebbe necessitare di modifiche, come accade con l’influenza stagionale, e i vaccini che finora si sono dimostrati efficaci possono essere facilmente modificati se necessario.

Leggi l’articolo originale del BMJ

https://www.bmj.com/content/bmj/371/bmj.m4857.full.pdf

Continua la lettura
Advertisement

Facebook

Tweets

Siti partner

I più letti