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Cultura

Ma gli androidi sognano pecore elettriche? di Philip K. Dick

«Cosa si prova ad avere un bambino? Cosa si prova a nascere? Noi non nasciamo, noi non cresciamo. Invece di morire per una malattia, o di vecchiaia, noi ci esauriamo, come le formiche. Ecco, come le formiche. Ecco cosa siamo»

Marco Matteoli

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Che cosa ci rende umani? L’essere nati, piuttosto che essere assemblati? La nostra voglia di vivere? In questo romanzo il protagonista è un cacciatore di androidi, un uomo che vive in un mondo grigio, spento, convinto che gli androidi siano macchine privi di aspetti umani. Questa convinzione viene meno nel momento in cui Rick, il protagonista, si invaghisce di Rachel, un androide.

“Chissà se gli androidi sognano?” Si chiese Rick, forse questo è il motivo per il quale ammazzano i loro datori di lavoro e scappano in cerca di una vita migliore. Gli essere umani invece in questo romanzo sembra si limitino a sopravvivere, quasi privi di empatia, la cui massima aspirazione è quella un giorno di possedere un animale vero. Esseri umani disagiati, come la moglie del protagonista, che, caduta in depressione, vive praticamente sotto il controllo del modulatore di umore, una sorta di dispensatore di droghe che aiuta le persone ad affrontare il grigiore quotidiano.

Nel romanzo di Dick, gli androidi, gli essere umani, come gli animali, se all’inizio sembrano ben differenziati, il loro confine e le loro differenze si assottigliano sempre di più con lo scorrere delle pagine, fino quasi a disperdersi. Tematiche apparentemente poco attuali, ma che ci portano davanti a domande etiche di non poco conto sul futuro della tecnologia ed il futuro dell’umanità. In un futuro non troppo lontano potremo pensare che anche i robot potranno avere un’anima, e dunque dei diritti sociali e politici. Che il futuro del progressismo sarà la lotta per i diritti dei robot ed il contrasto alla robofobia?

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Cultura

“Ricordi dal sottosuolo” di Fëdor Dostoevskij

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Marco Matteoli

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Libro scritto nel 1865, ricordi del sottosuolo è un libro breve, che tuttavia ho impiegato molto tempo a leggere poiché ogni pagina ha il potere di squassare l’anima, tuttavia merita di essere letto fino in fondo.

In questo libro Dostoevskij racconta, attraverso un diario, di un ipocondriaco che vive ai margini della società con sospetto e paranoia. Il sottosuolo che egli racconta rappresenta un sottosuolo che tutti potremmo sperimentare, fatto di aggressività, paura, rabbia, repressione, nichilismo, autolesionismo, anedonia, l’auto seppellirsi nel sottosuolo, fino a trarre piacere dal proprio dolore. Attraverso le pagine si legge una personalità borderline, a tratti sia sadica che masochista, la personalità di un emarginato, un uomo che sta sperimentando “la morte di Dio” attraverso una pletora di emozioni autodistruttive, le emozioni rivangate dal sottosuolo che potrebbe celarsi in ciascuno di noi. << Per quanto mi riguarda, personalmente io altro non ho fatto nella mia vita se non portare all’estremo ciò che voi avete usato portare soltanto fino a metà; voi, per giunta, avete preso la vostra viltà per buon senso, e con ciò vi siete consolati ingannando voi stessi. Cosicché io risulto perfino più vivo di voi.>>

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Cultura

“Il silmarillion” di J.R.R. Tolkien

<< Esisteva Eru, l'Uno, che in Arda è chiamato Ilúvatar; ed egli creò per primi gli Ainur, i Santi, rampolli del suo pensiero, ed essi erano con lui prima che ogni altro fosse creato>>

Marco Matteoli

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Libro scritto da John Ronald Reuel Tolkien, iniziato nel 1917 ed elaborato da Tolkien fino alla sua morte, che rappresenta il tronco principale da cui poi sono diramate tutte le sue successive opere narrative. In realtà questa opera è costituita da una selezione fatta dal figlio Christopher sulla base del materiale lasciato dal padre, il che rende, in molti tratti, molto difficoltosa la lettura. 

La prima parte di questo libro rappresenta la cosmogonia, la genesi, nel vero senso del termine, delle terre di Arda. Un libro difficile da riassumere, che tratta della creazione dell’universo (Ea) ad opera di Eru Ilúvatar, e delle sue emanazioni (gli Ainur); delle gesta di questi ultimi, distinti in dei (i Valar) e dei semi dei (i Maiar) all’interno dello splendido continente di Valinor, le terre immortali, ove abitano gli Dei e il popolo eletto (gli elfi) e della successiva lotta millenaria tra gli elfi della terra di mezzo assieme agli uomini, contro Melkor/ Morgoth, il più potente degli Ainur, diventato incarnazione del male, una sorta di metafora luciferina, per il possesso dei Silmaril (Tre gioielli che racchiudono in sé la luce dei due alberi della luce di Valinor, miseramente distrutti da Melkor assieme al ragno gigante Ungoliant). Si tratta della ascesa e della caduta di Numenor, l’isola che aveva il privilegio di essere vista da Valinor e di emularne lo splendore. Infine si chiude con un resoconto dei fatti sulla terza era, su quanto resta delle terre di mezzo; gli umani e gli elfi si opporranno Sauron, il più  potente dei Maiar, il creatore degli anelli del potere. 

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Cultura

Toscana: rinnovato accordo per la distribuzione diretta dei farmaci

Federfarma Arezzo: il cittadino non più costretto a recarsi nei centri ospedalieri per acquisire i medicinali che troverà nella propria Farmacia

Paolo Castiglia

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Perfezionata la collaborazione per la distribuzione diretta di medicinali attraverso le farmacie per il pieno sviluppo delle potenzialità della farmacia in termini di servizi al cittadino non più costretto a recarsi nei centri ospedalieri per acquisire le sue medicine. E’ stato infatti rinnovato da questo mese di luglio l’Accordo regionale per la Distribuzione diretta di farmaci del Prontuario Ospedaliero Regionale da parte delle Farmacie Territoriali eccezionalmente distribuiti anche dalle Aziende Sanitarie in Toscana.

“Un accordo – spiega Roberto Giotti, presidente di Federfarma Arezzo, che rappresenta le Farmacie private della nostra provincia – La Farmacia rappresenta infatti un luogo importante nella vita di una comunità: “Anche nei piccoli paesi – spiega Giotti – la Farmacia costituisce un punto di riferimento per le persone, gli anziani soprattutto. E’ un luogo che dobbiamo considerare come un punto di contatto strategico fra cittadini e bisogni di salute. E’ a partire da queste premesse che si raggiunto, pur in un momento di difficoltà, l’importante accordo firmato”.

“Questo accordo – approfondisce il Presidente di Federfarma Arezzo- conferma il legame primario e inscindibile tra il Sistema Farmacia, la Regione e la AUSL e rafforza e completa diversi servizi che venivano già offerti dalle Farmacie Private, grazie ad un miglioramento organizzativo che consentirà alle Farmacie di avere a disposizione un consistente ministock, senza dover fare ripetute ordinazioni, fino al 66 per cento dei farmaci di diretta distribuzione e quindi facilitare il ritiro da parte degli Assistiti senza dover ritornare più volte in Farmacia.“Ciò consentirà agli Assistiti oltre che nelle città anche nelle aree rurali o nei piccoli centri, il cui benessere è la nostra principale aspirazione -insiste Giotti- di poter accedere facilmente e prontamente ai farmaci DPC-APHT nelle Farmacie territoriali h 24 – 365 giorni/anno, senza dover far quindi faticosi, scomodi e costosi spostamenti di diversi chilometri presso le poche strutture AUSL (Farmacie Ospedaliere) per ritirare tutti i farmaci di cui hanno bisogno, prescritti dal proprio Medico di Medicina Generale o Specialista, che ora potranno trovare sicuramente nella Farmacia Privata vicino casa”.

Secondo il Presidente di Federfarma Arezzo quindi “con questo rinnovato accordo si gettano ulteriormente le basi per altri progetti che coinvolgono sempre di più le rete capillare delle Farmacie Private sul territorio: siamo e vogliamo essere sempre più un avamposto qualificato del sistema sanitario per l’assistenza territoriale, professionalmente e pienamente in grado di rispondere alle nuove esigenze della Comunità e soprattutto di quei Pazienti anziani, fragili, con patologie croniche”. “Le nostre Farmacie Private – conclude il Presidente – grazie quindi alla loro capillare distribuzione sul territorio della Provincia, alla loro prossimità che rappresentano ininterrottamente in ogni nucleo urbano e rurale, sono un riferimento importante, indispensabile ed insostituibile per tutti i Cittadini sul territorio, che oltre ad avere un ruolo sanitario di dispensazione di tutti i farmaci, di dispositivi medici e di numerosi servizi, portano un valore aggiunto di riferimento sociale, oltre ad essere fondamentali in termini di consigli ed assistenza alle persone anche e soprattutto in quei piccoli centri disagiati dove magari non esiste più nemmeno la Caserma dei Carabinieri, l’Ufficio Postale ed il Parroco”.

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