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Cultura

“Ricordi dal sottosuolo” di Fëdor Dostoevskij

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Marco Matteoli

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Libro scritto nel 1865, ricordi del sottosuolo è un libro breve, che tuttavia ho impiegato molto tempo a leggere poiché ogni pagina ha il potere di squassare l’anima, tuttavia merita di essere letto fino in fondo.

In questo libro Dostoevskij racconta, attraverso un diario, di un ipocondriaco che vive ai margini della società con sospetto e paranoia. Il sottosuolo che egli racconta rappresenta un sottosuolo che tutti potremmo sperimentare, fatto di aggressività, paura, rabbia, repressione, nichilismo, autolesionismo, anedonia, l’auto seppellirsi nel sottosuolo, fino a trarre piacere dal proprio dolore. Attraverso le pagine si legge una personalità borderline, a tratti sia sadica che masochista, la personalità di un emarginato, un uomo che sta sperimentando “la morte di Dio” attraverso una pletora di emozioni autodistruttive, le emozioni rivangate dal sottosuolo che potrebbe celarsi in ciascuno di noi. << Per quanto mi riguarda, personalmente io altro non ho fatto nella mia vita se non portare all’estremo ciò che voi avete usato portare soltanto fino a metà; voi, per giunta, avete preso la vostra viltà per buon senso, e con ciò vi siete consolati ingannando voi stessi. Cosicché io risulto perfino più vivo di voi.>>

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Cultura

Libro della settimana: “i racconti ritrovati” di J.R.R. Tolkien

Dal famoso autore del “il signore degli anelli”, i racconti ritrovati è uno dei volumi che Christopher Tolkien, figlio di John, ha ricavato da vecchi quaderni appartenuti a suo padre

Marco Matteoli

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All’interno dei racconti ritrovati abbiamo la cornice narrativa di tutto l’immaginario Tolkieniano, questa cornice la riscontriamo all’interno della storia “la casetta del gioco perduto” dove Eriol il marinaio racconta la storia sull’inizio dei tempi e le prime ere di Arda. Successivamente, all’interno di questo libro, troviamo la forma germinale dei grandi temi narrativi del mondo Tolkieniano: la musica degli ainur, con la quale Eru Ilúvatar conferisce forma al mondo, si racconta di Melkor e della sua dissonanza, l’avvento degli elfi, dell’oscuramento di Valinor, della fuga dei Noldoli e si racconta del sole e della luna. Questo libro ci offre la chiave di lettura degli altri testi del ciclo Tolkieniano, in particolare del Silmarillion.

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Cultura

Libro della settimana: “i racconti incompiuti” di J.R.R. Tolkien

Dal famoso autore del “il signore degli anelli”, i racconti incompiuti, è uno dei volumi che Christo-pher Tolkien, figlio di John, ha ricavato da vecchi quaderni appartenuti a suo padre

Marco Matteoli

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J.R.R. Tolkien sviluppò per decine e decine di anni i suoi personaggi, in racconti, appunti, mappe e scritti spesso tenuti nel cassetto. Questi racconti sono stati raccolti e pubblicati dal figlio Christopher assieme a una nutrita serie di note, per meglio inquadrare l’universo tolkeniano. Si racconta di ciò che accadde a Tuor, incaricato dal Valar Ulmo di avvertire Gondolin; si parla dell’isola di Numenor, donata agli uomini dal Eru Ilùvatar, il Dio dell’universo tolkeniano. Si racconta la storia di Galadriel e Celeborn, del loro viaggio e della loro storia, della battaglia dei campi Iridati, dove Isildur, il sovrano umano che conosciamo dal signore degli anelli per aver tagliato il dito di Sauron.

Si parla degli Ishtari, ovvero gli stregoni della terra di mezzo, tra i quali riconosciamo Gandalf, si parla inoltre dei Palantiri e di molto altro. Un libro necessario per approfondire le vicende legate alla terra di mezzo.

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Cultura

Libro della settimana: “i racconti perduti” di J.R.R. Tolkien

Dal famoso autore del “il signore degli anelli”, i racconti perduti, è uno dei volumi che Christopher Tolkien, figlio di John, ha ricavato da vecchi quaderni appartenuti a suo padre

Marco Matteoli

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I racconti perduti, assieme ai racconti ritrovati, corrisponde alla raccolta delle storie embrionali dei miti della terra di mezzo, così come ideate da Tolkien durante la prima guerra mondiale.

All’interno di questa raccolta troviamo il racconto di Tinúviel, ovvero la storia d’amore tra il mortale Beren e la principessa elfica Luthien, la struggente storia di Túrin, chiamato anche Turambar, che significa “conquistatore del fato”, uno dei personaggi che più ha sofferto a causa della malvagità di Morgoth. Dentro questo libro si trova inoltre la storia della caduta di Gondolin, ed il racconto di Eärendil, il viaggiatore, la stella del vespro, destinato a navigare nel cielo e non tornare più sulla terra.

Come per tutti i libri del professore, la parte un po’ più impegnativa è ricordare i nomi, e soprattutto i soprannomi, senza tenere conto che spesso anche questi cambiano da libro a libro, ma come sempre, le appendici ci vengono in aiuto. Un esempio è addirittura il nome della spada nera di Túrin, prima appartenuta a Beleg e chiamata Anglachel, ferro fiammeggiante, poi dopo essere stata riforgiata si chiamerà Gurtholfin, bastone di morte, per poi chiamarsi nelle successive versioni Gurthang, ferro di morte, con la quale Túrin trafiggerà il cuore nero di Morgoth nella Dagor Dagorath, la battaglia finale.

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