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Cultura

“Io robot” di Isaac Asimov

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Marco Matteoli

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“Prima Legge: Un robot non può recare danno a un essere umano, né permettere che, a causa del suo mancato intervento, un essere umano patisca danno. Seconda Legge: Un robot deve sempre obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, a meno che questi ordini non contrastino con la Prima Legge. Terza Legge: Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questo non contrasti con la Prima o la Seconda Legge.” Libro distopico, scritto fra il 1940 e il 1950 cioè nel pieno di quella che viene definita L’Età d’oro della fantascienza americana, che affronta da diversi punti di vista le conseguenze delle Tre Leggi sulla vita reale dei robot.

Asimov mette in scena una replica meccanica dell’umano, destinata a liberarlo dai lavori più pesanti, e a fornirgli una servitù senza imbarazzi e senza conflitti. Tuttavia non basta prefigurare il mondo dei robot quasi indistinguibili dagli esseri umani, egli infatti apre nello stesso tempo la questione dei rapporti tra gli uomini e le loro macchine. Così come ci siamo finalmente resi conto che anche gli animali hanno dei diritti, non è tanto inverosimile porsi il problema dei diritti dei robot.

Asimov è stato l’anticipatore di questa problematica della robo-etica, egli vede i pericoli insiti in questo rapporto, i rischi di uno squilibrio tra umani e post umani.

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Cultura

Libro della settimana: “i racconti ritrovati” di J.R.R. Tolkien

Dal famoso autore del “il signore degli anelli”, i racconti ritrovati è uno dei volumi che Christopher Tolkien, figlio di John, ha ricavato da vecchi quaderni appartenuti a suo padre

Marco Matteoli

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All’interno dei racconti ritrovati abbiamo la cornice narrativa di tutto l’immaginario Tolkieniano, questa cornice la riscontriamo all’interno della storia “la casetta del gioco perduto” dove Eriol il marinaio racconta la storia sull’inizio dei tempi e le prime ere di Arda. Successivamente, all’interno di questo libro, troviamo la forma germinale dei grandi temi narrativi del mondo Tolkieniano: la musica degli ainur, con la quale Eru Ilúvatar conferisce forma al mondo, si racconta di Melkor e della sua dissonanza, l’avvento degli elfi, dell’oscuramento di Valinor, della fuga dei Noldoli e si racconta del sole e della luna. Questo libro ci offre la chiave di lettura degli altri testi del ciclo Tolkieniano, in particolare del Silmarillion.

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Cultura

Libro della settimana: “i racconti incompiuti” di J.R.R. Tolkien

Dal famoso autore del “il signore degli anelli”, i racconti incompiuti, è uno dei volumi che Christo-pher Tolkien, figlio di John, ha ricavato da vecchi quaderni appartenuti a suo padre

Marco Matteoli

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J.R.R. Tolkien sviluppò per decine e decine di anni i suoi personaggi, in racconti, appunti, mappe e scritti spesso tenuti nel cassetto. Questi racconti sono stati raccolti e pubblicati dal figlio Christopher assieme a una nutrita serie di note, per meglio inquadrare l’universo tolkeniano. Si racconta di ciò che accadde a Tuor, incaricato dal Valar Ulmo di avvertire Gondolin; si parla dell’isola di Numenor, donata agli uomini dal Eru Ilùvatar, il Dio dell’universo tolkeniano. Si racconta la storia di Galadriel e Celeborn, del loro viaggio e della loro storia, della battaglia dei campi Iridati, dove Isildur, il sovrano umano che conosciamo dal signore degli anelli per aver tagliato il dito di Sauron.

Si parla degli Ishtari, ovvero gli stregoni della terra di mezzo, tra i quali riconosciamo Gandalf, si parla inoltre dei Palantiri e di molto altro. Un libro necessario per approfondire le vicende legate alla terra di mezzo.

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Cultura

Libro della settimana: “i racconti perduti” di J.R.R. Tolkien

Dal famoso autore del “il signore degli anelli”, i racconti perduti, è uno dei volumi che Christopher Tolkien, figlio di John, ha ricavato da vecchi quaderni appartenuti a suo padre

Marco Matteoli

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I racconti perduti, assieme ai racconti ritrovati, corrisponde alla raccolta delle storie embrionali dei miti della terra di mezzo, così come ideate da Tolkien durante la prima guerra mondiale.

All’interno di questa raccolta troviamo il racconto di Tinúviel, ovvero la storia d’amore tra il mortale Beren e la principessa elfica Luthien, la struggente storia di Túrin, chiamato anche Turambar, che significa “conquistatore del fato”, uno dei personaggi che più ha sofferto a causa della malvagità di Morgoth. Dentro questo libro si trova inoltre la storia della caduta di Gondolin, ed il racconto di Eärendil, il viaggiatore, la stella del vespro, destinato a navigare nel cielo e non tornare più sulla terra.

Come per tutti i libri del professore, la parte un po’ più impegnativa è ricordare i nomi, e soprattutto i soprannomi, senza tenere conto che spesso anche questi cambiano da libro a libro, ma come sempre, le appendici ci vengono in aiuto. Un esempio è addirittura il nome della spada nera di Túrin, prima appartenuta a Beleg e chiamata Anglachel, ferro fiammeggiante, poi dopo essere stata riforgiata si chiamerà Gurtholfin, bastone di morte, per poi chiamarsi nelle successive versioni Gurthang, ferro di morte, con la quale Túrin trafiggerà il cuore nero di Morgoth nella Dagor Dagorath, la battaglia finale.

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