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Economia

Nel 2023 rivoluzione al comando del Gruppo Prada

Andrea Guerra avrà da metà gennaio il ruolo di amministratore delegato sostituendo il fondatore Bertelli

Gloria Gualandi

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Gloria Gualandi

Rivoluzione al comando del Gruppo Prada: “Al consiglio di amministrazione di Prada in programma per il 26 gennaio 2023, Andrea Guerra verrà proposto nel ruolo di amministratore delegato del Gruppo Prada – spiega una nota -. Miuccia Prada manterrà l’incarico di direttore creativo di Miu Miu e Prada e di consigliere di amministrazione.

Compito di Guerra sarà quello di coordinare il passaggio di consegne del gruppo da Patrizio Bertelli al figlio Lorenzo, lo stesso percorso intrapreso con il gruppo Eataly dove Guerra accompagnò il passaggio di consegne da padre Oscar Farinetti al figlio Nicola.
Miuccia Prada e Patrizio Bertelli hanno commentato: “È un passaggio fondamentale che abbiamo deciso di intraprendere, nel pieno della nostra attività, per poter contribuire maggiormente all’evoluzione del Gruppo Prada e per facilitare la transizione generazionale, avviando Lorenzo Bertelli ad assumere la leadership del Gruppo. Ringraziamo Andrea Guerra di aver accettato con l’obiettivo di una crescita sostenuta e sostenibile del Gruppo Prada. Andrea Guerra, con la sua lunga esperienza professionale, ha dimostrato capacità imprenditoriali in società caratterizzate dalla presenza di riferimento della famiglia dei fondatori, integrando la loro cultura con l’evoluzione dell’impresa sui mercati internazionali”.

Guerra ha 56 anni, nel suo curriculum vanta esperienze da top manager per Eataly e Luxottica e prenderà quindi il posto di Patrizio Bertelli, l’imprenditore che, insieme alla moglie Miuccia, ha guidato il prestigioso colosso della moda made in Italy. Quello di Guerra da metà gennaio è un ingresso frutto di una strategia familiare, che ha avuto il via libera sia di Patrizio Bertelli che del figlio Lorenzo, attualmente capo della responsabilità sociale del gruppo di moda.

Gloria Gualandi opera nell’area della Lombardia come consulente di stile e personal stylist, segue professionalmente il settore moda alla ricerca delle nuove linee di tendenza. Ma ama occuparsi e scrivere in generale di tutto quello che riguarda eventi d’arte, cinema spettacolo e appunto moda, impegnandosi quindi nell’area del Brand Journalism.

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Economia

“Farmacie mobilitate per fronteggiare la carenza di farmaci”

Rilanciato l’allarme sulla scarsa disponibilità di medicinali stagionali ma anche di quelli per le cronicità

Paolo Castiglia

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“Continua a permanere una diffusa indisponibilità di farmaci e la carenza di alcuni farmaci d’uso comune e stagionale continua a essere una realtà: le difficoltà riguardano i più utilizzati antinfiammatori, antipiretici e antibiotici, ma anche medicinali per la gestione di importanti malattie croniche, come l’ipertensione e l’epilessia, e persino alcuni antitumorali”. E’ l’allarme che lancia Roberto Giotti, presidente di Federfarma Arezzo, intervenendo sulla mancanza di medicinali che interessa ancora sia antinfiammatori, antipiretici e antibiotici e sia farmaci per la gestione di malattie croniche o patologie oncologiche.

Di fronte a questa situazione, rassicura Giotti, “le farmacie private che rappresento sono costantemente aggiornate con una lista in cui è specificato il nome del farmaco assente, il principio attivo, la confezione e l’azienda titolare dell’autorizzazione alla sua commercializzazione, oltre alla data di inizio e presunta fine della carenza”. Dall’Aifa poi, insiste Giotti, “ci aggiornano anche sulle ragioni che l’hanno determinata, eventuali equivalenti e provvedimenti adottati”.“La situazione è dovuta – spiega ancora il presidente – da una parte alla carenza dei principi attivi più richiesti, per la notevole diffusione delle tipiche malattie stagionali e del Covid, come ibuprofene, paracetamolo e amoxicillina, e dall’altra anche alle difficoltà nell’approvvigionamento delle materie necessarie al confezionamento di tutti i farmaci e medicinali, come l’alluminio per la chiusura dei blister, delle compresse e /o vetro e plastica per il confezionamento dei collirio, sciroppi e preparati per aerosol”.

L’Aifa aggiorna costantemente la lista dei farmaci carenti, ma “i farmacisti – insiste Giotti – rinnovano il proprio impegno nel suggerire alternative terapeutiche e per assicurare le preparazioni galeniche: il pianeta farmacie si è subito attivato affinché le farmacie in grado di realizzare preparati galenici avessero tutti gli strumenti per essere operativi e sopperire alle carenze esistenti, in primis di farmaci antinfiammatori pediatrici a base di ibuprofene”.

Su questo c’è da registrare un ulteriore riconoscimento del ruolo centrale delle farmacie, che viene dall’appoggio diretto del Ministero della Salute, con il ministro Orazio Schillaci che ha spiegato che è sua ferma intenzione “avviare, come ulteriore rimedio alla carenza dei medicinali, il ricorso a farmaci galenici. Ritengo infatti – ha spiegato lo stesso Schillaci – che in questo contesto di cosiddetta carenza sarà utile definire e promuovere, d’intesa con tutti gli attori del sistema, ulteriori iniziative a sostituire alcuni farmaci, ove possibile con le preparazioni galeniche visto che i farmaci galenici preparati da un laboratorio di una farmacia rispondono alle esigenze terapeutiche del paziente, garantendo la qualità del prodotto”.

L’impegno dei farmacisti, tuttavia, non si limita alle preparazioni galeniche. “Le farmacie – conclude il presidente Giotti – restano un punto di riferimento sempre disponibile per informare e orientare il paziente, anche sull’utilizzo di eventuali alternative terapeutiche, laddove l’irreperibilità di uno specifico medicinale dovesse perdurare”.

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Economia

Processi mediatici contro gli imputati: quando il diritto di cronaca diventa il “fine pena mai” della reputazione

Petrozzi (Siro Consulting): grazie alla combinazione di un’azione legale e di comunicazione si può ricostruire la reputation di una persona

Redazione Foritalynews

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Il sistema giuridico italiano prevede che si è innocenti fino a prova contraria o sentenza emessa. Ma il processo dell’imputato inizia molto prima, fuori dalle aule dei tribunali va in scena sui quotidiani e in Tv e continua sui social network emettendo sentenze che si trasformano nel “fine pena mai” della reputazione dei singoli coinvolti.

Un processo mediatico senza esclusione di colpi che emette sentenze definitive ben prima del sistema giudiziario, che magari poi scagiona l’imputato, con ripercussioni gravissime dal punto di vista della reputazione e soprattutto, sul piano personale, economico, familiare. Arginare la macchina del fango, ripristinando la reputazione di un soggetto coinvolto in un processo, è possibile. È quanto emerge dalConvegno “Fine pena mai. Processi mediatici e sentenze reputazionali” a cui hanno partecipato esperti, giuristi, comunicatori, Web Reputation Manager e Pubblici Ministeri di alto profilo, coordinati da Valentina Angela Stella de Il Dubbio. Sono intervenuti all’Atomic Talk targato Beryllium: Giuseppe Belcastro, Co-Resp. Osservatorio Informazione Giudiziaria Unione camere Penali, Irma Conti, Consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Roma; Onorevole Enrico Costa, II Commissione Giustizia; Simona Petrozzi, Web Reputation Manager Ceo e fondatrice di Siro Consulting ; Valerio de Gioia, Giudice e autore del libro “In nome del popolo televisivo”; Gaetano Grasso, Comunicatore & CEO beryllium; Pietro Marzano, Founder PVM Avvocati; Raffaele Sollecito Autore del libro “Un passo fuori dalla notte”.

Il diritto di cronaca, soprattutto sui media televisivi e digitali – spiegano gli esperti – prevarica sul diritto all’oblio o su quello della buona fama. Nel raccontare fatti di cronaca giudiziaria o nera, si preferisce infatti a una comunicazione asciutta e corretta che in virtù del diritto all’informazione tuteli i diritti dei singoli coinvolti, il nel mero sensazionalismo che asseconda i desideri del pubblico. Durante la fase processuale, spesso molto lunga, nei quotidiani e nelle prime pagine dei principali motori di ricerca sono quindi riportate notizie nella maggior parte dei casi negative, lesive della reputazione. Simona Petrozzi, Web Reputation Manager Ceo e fondatrice di Siro Consulting, assicura che si può fermare questo meccanismo negativo e ricostruire la web reputation dei soggetti coinvolti e assolti da processi penali. “Ogni caso viene analizzato e seguito da un team composito, con esperti legali e del mondo della comunicazione. Partendo dall’analisi reputazionale che ci permette di avere una fotografia accurata delle lesività globalmente presenti – spiega – andiamo poi a sviluppare strategie atte a ripristinare la correttezza dell’informazione a cui tutti abbiamo costituzionalmente diritto quindi a ristabilire la reputazione. I contenuti lesivi si possono rimuovere attraverso una azione legale a cui va combinato un piano di comunicazione che preveda la produzione di contenuti positivi e corretti che andranno a bilanciare e contrastare quelli nocivi. La lesione della reputazione – aggiunge – da un punto di vista psicologico può creare delle vittime; è quindi fondamentale agire per ricostruirla e arginarne il campo d’azione tutelando l’intero ecosistema dell’individuo. E’ un processo delicato, ma si possono ottenere dei risultati assolutamente positivi”.

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Economia

Economia Civile, un anno dell’inserto di Avvenire

Voce autorevole del terzo settore e della finanza in chiave ESG

Redazione Foritalynews

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Di Barbara Zampini

L’inserto Economia Civile di Avvenire festeggia il primo anno di pubblicazione. Un progetto editoriale multipiattaforma nato per raccontare con “Idee” “Storie” e “Analisi” l’evoluzione del Terzo settore, la punta più avanzata della finanza ESG e la tecnologia a impatto sociale. Il quotidiano nazionale di ispirazione cattolica propone da sempre una lettura della cronaca, della cultura e del costume guidata da un realismo positivo e controcorrente, dando voce ai valori cristiani.

Negli anni si è fatto poi interprete dell’affermarsi di un modello di sviluppo alternativo che fa della sostenibilità (ambientale, sociale, fiscale e di governance) e della generatività la chiave interpretativa per formulare, anche a livello di impresa, modelli di crescita economica, nonché proposte di politica economica e miglioramento dell’assetto istituzionale. Un punto di riferimento non solo per gli operatori economici e finanziari ma anche per studenti universitari, formatori, insegnanti e tutte le persone impegnate nell’associazionismo e nel mondo della cooperazione.

Il portale Economia Civile si configura come un prodotto digital first, ovvero un portale verticale che trova la sua collocazione all’interno del sito di Avvenire, con contenuti originali e approfondimenti dei temi diffusi sul giornale. Il portale web è affiancato da un inserto cartaceo pubblicato insieme ad Avvenire con cadenza settimanale.
Un unico contenitore con tutte le novità della finanza sostenibile e dell’economia sociale, nonché della crescente sensibilità alla sostenibilità delle imprese tradizionali: dai prodotti finanziari gestiti con criteri ESG alle campagne per i disinvestimenti dalle fonti fossili (le organizzazione cattoliche hanno un ruolo chiave), dall’evoluzione dell’impresa sociale alle Benefit corporation, dalle grandi iniziative come “Economy of Francesco” o il Festival dello Sviluppo Sostenibile organizzato dall’ASviS, fino alla riforma del Terzo Settore o del Credito Cooperativo.

Declinazioni multimediali tra cui video e podcast, anche in sinergia con gli altri media della CEI come Radio InBlu, arricchiscono i contenuti di cronaca, come le case history e gli appuntamenti specifici sull’economia e la finanza civile e spaziano dalle interviste a manager, economisti, imprenditori e changemaker diventati punti di riferimento del settore, alle recensioni critiche alle principali novità editoriali fino ai nuovi studi e papers in materia. In redazione giornalisti specializzati nelle diverse aree tematiche in grado di garantire un’informazione pertinente e aggiornata, con approfondimenti mirati.

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