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Attualità

Investire sulla scienza prenatale come servizio sociale alla famiglia

Daniele Sebastianelli

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Noia: «Oggi nella pratica vige una legge eugenetica. La risposta che noi vogliamo dare è invece scientifica e umano-solidale: la scienza cura e, quando non può curare, accompagna»

Si è svolta ieri, in via Nazionale presso la sede dell’Associazione “Per Roma”, la conferenza stampa La scienza prenatale: il nuovo servizio sociale alla famiglia che ha visto protagonisti il professor Giuseppe Noia, accademico di fama internazionale…

Noia: «Oggi nella pratica vige una legge eugenetica. La risposta che noi vogliamo dare è invece scientifica e umano-solidale: la scienza cura e, quando non può curare, accompagna»

 

Si è svolta ieri, in via Nazionale presso la sede dell’Associazione “Per Roma”, la conferenza stampa La scienza prenatale: il nuovo servizio sociale alla famiglia che ha visto protagonisti il professor Giuseppe Noia, accademico di fama internazionale, nonché ginecologo e direttore dell’Hospice Perinatale -Centro Cure Palliative Prenatali – S. Madre Teresa di Calcutta al Policlinico Gemelli e il dott. Toni Brandi, presidente di ProVita Onlus, da anni impegnato in campagne di sensibilizzazione al rispetto della vita nascente. Ha introdotto l’evento Roberto Corbella, segretario generale dell’associazione “Per Roma” e padre di Chiara Corbella, la giovane mamma sulla quale si è aperta la causa di beatificazione, morta il 13 giugno del 2012 a causa di una malattia che decise di non curare per evitare complicanze al figlio che portava in grembo.

I relatori hanno convenuto come spesso, durante una gravidanza difficile, le opzioni che vengono presentate ad una donna, o ad una famiglia, sono di tipo puramente negativo: interrompere la gravidanza. Si pensi all’ipotesi in cui al bambino in utero vengano diagnosticate patologie o malformazioni.

La scienza e l’etica tuttavia ci indicano un’altra strada: l’intervento volto a migliorare le condizioni di vita del feto e quando possibile persino a risolvere le problematiche prenatali e perinatali. In ogni caso, l’accompagnamento umano delle madri e delle famiglie in situazioni di difficoltà materiale ed emotiva. La prospettiva cambia totalmente: la speranza prende il posto di alternative mortifere.

Realizzare questa speranza è l’impegno della Fondazione Il Cuore in una Goccia Onlus, presieduta dal prof. Noia. «Oggi c’è sottile induzione all’aborto anche quando si fa una diagnosi senza dare speranza e senza applicare i progressi della scienza. Scienza che ha fatto enormi progressi: bambini che fino a 15 anni fa erano considerati terminali con i progressi medici oggi hanno una speranza di sopravvivenza del 84%».

Di fronte al dilagare della “cultura dello scarto”, ha quindi proseguito il Professore, «la risposta che vogliamo dare è scientifica e umana-solidale. La parte scientifica con le cure palliative prenatali e con la terapia fetale, e la parte umana con la Fondazione Il Cuore in una Goccia Onlus. Entrambi gli aspetti si realizzano nel hospice perinatale: la scienza cura e, quando non può curare, accompagna. Possiamo intervenire direttamente sul feto nel grembo della madre, come un vero e proprio paziente, anche con analgesia per il dolore fetale. E, dalla nostra esperienza, abbiamo visto che nel 60% dei casi la “condanna” fornita in fase iniziale non era vera».

«Dare speranza – ha dunque concluso Noia – è possibile, nel rispetto della preziosità della vita di ogni essere umano».

Sulla stessa linea Toni Brandi, che ha ricordato che «siamo stati tutti piccoli bambini indifesi nel grembo materno e che, se siamo nati, è grazie alla scelta delle nostre mamme di non abortire». Brandi ha quindi dato evidenza di un fatto di cui in Italia c’è scarsa informazione: i rischi per la salute fisica e psicologica delle donne derivati dall’aborto. Su questo tema ProVita ha lanciato una petizione, che è ancora possibile firmare, e ha pubblicato un libro a cura di Lorenza Perfori, intitolato Per la salute delle donne. 

Brandi, che si è detto onorato di poter contribuire all’importante lavoro per la vita svolto con dedizione dal Prof. Noia, ha quindi consegnato al ginecologo un assegno da diecimila euro per le attività della Fondazione Il Cuore in una Goccia Onlus. Toni Brandi ha dichiarato che l’assegno «è il risultato della generosità dei sostenitori di ProVita, i quali hanno partecipato alla campagna natalizia denominata ‘Aiuta a far nascere il Bambino’. ProVita vuole così contribuire a realizzare interventi diagnostici e terapeutici a beneficio di bambini nel grembo materno, ad applicare trattamenti perinatali e a promuovere attività di ricerca sulle cause della trisomia 21».

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Attualità

Maschio caucasico irrisolto

Antonio Ornano e il suo show, due giornate in Sicilia

Mario Russo

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Volto noto di “Zelig”, “Mai dire gol”, “Colorado”, “Quelli che il calcio”, “Le iene”, Antonio Ornano arriva in Sicilia con il suo show, “Maschio caucasico irrisolto”. Due gli appuntamenti:il 5 marzo al “Golden” di Palermo e il 6 marzo all’“Abc” di Catania, organizzati e promossi da Eventi Olimpo.

“Cinquant’anni”, è il momento di tirare le somme, di fare bilanci. Bilanci non troppo lusinghieri per il protagonista di questo esilarante monologo, portato in scena da Ornano, che accusa il colpo.

Soluzione per non sprofondare? Chiedere aiuto a uno psicologo! Psicologo da cui si è sempre rifiutato di andare. Non tanto per scetticismo, quanto perché – da genovese – l’idea di sganciare ottanta euro all’ora a un perfetto sconosciuto, che ascolta in silenzio le sue elucubrazioni mentali, non lo ha mai entusiasmato. Soprattutto quando lo si potrebbe fare – gratis – davanti a una birra al bar in compagnia degli amici.

Ma la situazione non ammette ripensamenti. Via, allora, da uno “bravo”. Da uno “bravo” per sentirsi dire: «Lei è un “Maschio caucasico irrisolto”. Uno di noi, insomma, che finalmente attraversa una fase trasformativa. Si sfoghi!».

Un’esilarante presa di coscienza che Antonio Ornano, salendo sul palco, ci racconta con la verve comica che lo contraddistingue.

Una scarsa autostima, una morale approssimativa e una notevole dose di cinismo sono gli ingredienti che fanno del protagonista un “Maschio caucasico irrisolto”. Un uomo a pezzi, stile Ikea, ma senza istruzioni di montaggio, o meglio, “rimontaggio”. Ma ognuno di quei pezzi è funzionale, essenziale, per rimanere a galla.

Un uomo che scopre di aver trascorso la propria vita proiettato in avanti senza troppa consapevolezza dei tanti “presenti” vissuti.

Il ritmo è incalzante e la risata assicurata. Durante il monologo si alternano diverse tematiche, fra cui il rapporto genitori-figli e marito-moglie. E ancora il lavoro, la parità di genere, l’amore, lo scontro generazionale. Ce n’è per tutti. Non è possibile non immedesimarsi in uno dei tanti sketch proposti da Antonio Ornano con un’incredibile combinazione di leggerezza, ironia e spunti di riflessione. Una combinazione assolutamente vincente. Ritrovarsi e sorridere di se stessi. “Maschio caucasico irrisolto” è la rappresentazione di una comicità libera, trasparente, accattivante. Una performance che strappa risate e attira gli applausi come una calamita.

Per l’appuntamento di martedì 5 marzo, al “Golden” di Palermo, i biglietti sono disponibili al botteghino del teatro e anche sul circuito online TicketOne e presso i punti vendita ad esso collegati. Per mercoledì 6 marzo, all’“Abc” di Catania, i biglietti sono disponibili al botteghino del teatro e anche sui circuiti online TicketOne e BoxOffice Sicilia e presso i punti vendita ad essi collegati.Inizio spettacoli ore 21.00. Per maggiori informazioni e prenotazioni è possibile contattare il numero +39 335 457082 o inviare un’email a info@eventiolimpo.it.

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Attualità

TEO MAMMUCARI in Sicilia

Una tre giorni esplosiva e ad alto contenuto di vita

Redazione Foritalynews

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Teo Mammucari si mette a nudo e fa spettacolo, in un mix esplosivo di esperienza vissuta e maturità artistica. Organizzato e promosso da Eventi Olimpo, SARÀ CAPITATO ANCHE A VOI arriva in Sicilia per una straordinaria tre giorni in teatro.L’1 marzo all’“Ambasciatori” di Catania, il 2 al “Savio” di Palermo e il 3 al “Palacongressi Festival” di Agrigento.

Uomo e showman dalle mille sfaccettature, sul palco la sua comicità esplora e porta alla luce alcune grandi tematiche della nostra esistenza. Quante volte ci siamo chiesti il motivo che si nasconde dietro alle prove che la vita ci mette difronte? Beh, questa domanda stimola una riflessione più ampia sulla natura stessa dell’animo umano. Molto spesso la sofferenza in amore, in amicizia, nei rapporti con le altre persone, porta a chiederci “perché capitano tutte a me?”.

SARÀ CAPITATO ANCHE A VOI di sentirvi in una strada senza uscita, di avere la sensazione di navigare senza bussola nel mezzo di una tempesta. Ebbene sì, è successo e continua a succedere. Ma quel che dovremmo fare in quei momenti è imparare a spostare il punto di vista. Osservare noi stessi, le nostre sensazioni, i nostri modi di reagire o non reagire a ciò che ci capita. Con dissacrante ironia e tanto umorismo TEO MAMMUCARI ci prende per mano diventando la nostra guida. Ci porta a visitare una grande mostra d’arte, fatta di quadri diversi e in cui ciascuno può riconoscere un pezzo di sé. Ci accompagna a guardarci da vicino. Così, in un rito collettivo e quasi catartico, potrebbe capitare di uscire dal teatro un po’ più consapevoli, alleggeriti. Forse, con uno sguardo diverso e più benevolo nei confronti di noi stessi.

«Le risate sono liberatorie.» spiega Mammucari «E, come un personaggio in cerca d’autore, inseguo il consenso del pubblico per condividere le cose che si raccontano agli amici più stretti. Portare la verità in scena per me è come entrare nelle case e nel cuore di tutti.»

Spesso poi quelle risate confermano le nostre convinzioni rimaste senza una risposta, solo per non pensare. Un riso amaro che libera i conflitti irrisolti con noi stessi regalandoci verità nascoste che talvolta non vogliamo vedere. Ma sono ancora lì, vive, “in carne e ossa”, pronte ad emergere nel confronto con le vite degli altri. Di certo, SARÀ CAPITATO ANCHE A VOI.

Organizzati e promossi da Eventi Olimpo, tre gli appuntamenti in Sicilia con Teo Mammucari. Venerdì 1 marzo, teatro “Ambasciatori” di Catania, con biglietti disponibili anche sul circuito online TicketOne e presso i punti vendita ad esso collegati. Inizio spettacolo ore 21.30. Sabato 2 marzo, teatro “Savio” di Palermo, con biglietti disponibili anche sul circuito online TicketOne e presso i punti vendita ad esso collegati. Inizio spettacolo ore 21.30. Domenica 3 marzo“Palacongressi Festival” di Agrigento, con biglietti disponibili nei punti vendita e al botteghino. Palacongressi, viale Leonardo Sciascia, 51, Villaggio Mosè (AG); tel. +39 0922 25019. BoxOffice, via Imera, 29, Agrigento; tel. +39 0922 20500. Inizio spettacolo ore 20.30. Per maggiori informazioni e prenotazioni è possibile contattare il numero +39 335 457082 o inviare un’email a info@eventiolimpo.it.

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Attualità

Sanremo ha dettato lo stile della moda primaverile

Sul palco melodia e canzoni sempre accompagnati dall’immagine dell’artista che dà un messaggio

Gloria Gualandi

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Sanremo, in questa edizione del Festival come mai, ha dettato legge sui look dei cantanti sul palco: la melodia e le canzoni vengono accompagnati sempre dall’immagine di un artista, a partire da modelli storici come Madonna o Prince, che di fatto erano già l’emblema del fatto che il costume mette in scena un vero e proprio spettacolo.

La messa in scena va a ridondare l’importanza del messaggio o mettere comunque in scena un ossimoro. Scatena comunque qualcosa. Ed è una cosa che fa la differenza. In occasione del festival di Sanremo 2024, Harper’s Bazaar Italia ha incontrato gli stylist che seguono i partecipanti in gara, per un dietro le quinte elegantissimo dell’evento: un manuale, breve, conciso, singolare sul lavoro dello stylist.Rebecca Baglini è appunto una delle principali stylist e creative director dei cantanti di Sanremo, e per lei l’importante è il messaggio. Perché “tutto appare piatto ed effimero senza un messaggio e una profondità di significato”. Perché è un gioco di significati e immagini. Perché è veicolo per qualcosa di più grosso, di indimenticabile”. E poi, afferma, “non deve mancare l’empatia. Mai”. Però c’è una regola fondamentale, la prima: “Non esagerare, per evitare il ridicolo”.

Rebecca Baglini in una recente intervista ha spiegato anche che secondo lei “la cosa più importante per un look da palcoscenico perfetto è far capire al pubblico che la moda può essere uno strumento per comunicare cultura. Altrimenti tutto appare piatto ed effimero senza un messaggio e una profondità di significato. Se un look mostrato su un palco ha un contenuto, prende vita e nasce qualcosa di importante che può diventare iconico, può diventare storia”. Non bisogna pretendere che piaccia a tutti, “l’importante è che si sappia cosa c’è dietro la sua creazione e l’ideazione di uno stile. Non è solo accostare indumenti ma aggiungere significato attraverso l’immagine”.

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